DOS & DON'TS









Foto di Fabio Meschini




Che è successo a Roma? 30 anni fa la nostra capitale era l’unico posto al mondo (barra forse Torino) dove si potesse trovare una abbondanza di film horror psichedelici e violenza da b-movie. Registi come i soliti Argento e Fulci, ma anche Lenzi, Di Leo, e Bava presero la formula base di Hitchcock o Siodmak e la trasformarono in un golem al di fuori di qualsiasi proporzione, creando nel frattempo alcune delle scene più memorabili di tutto il cinema horror/thriller mondiale. Come se tutto ciò non bastasse, c’erano anche compositori geniali come Piero Piccioni, Nico Fidenco o Franco Micalizzi attivi nella scena, mentre i proggosi Goblin del grande Claudio Simonetti diventarono la band di casa Argento, aggiungendo un tocco rock a classici come Tenebrae, Suspiria, e Profondo Rosso. Era forse l’ultimo vero movimento culturale Italiano ad aver avuto un impatto globale. “Oggi non c’è un vero movimento underground in Italia. Quel poco che c’è non è un granchè,” ci dice il produttore Romano DJ Francisco De Bellis che, come i suoi amici e collaboratori Marco Passarani e Mario Pierro dalle etichette Pigna e Nature, è fortemente influenzato dalla Roma sperimentale degli anni ’70. Il debutto giocoso del nostro, Music Business, aggiorna lo stile Italo-disco degli anni ‘70-’80, aggiungendo all’impasto un pizzico di flexi-techno e una manciata di synth oppiacei. Con Mario, Francisco è anche parte dei Jolly Music e i Mat 101, che un paio di anni fa sono usciti con singoli come “Goblin”, “Haunted House”, e una traccia chiamata “Ambush” con campionamenti dalla serie Violenta di Di Leo e Lenzi. Notate un tema ricorrente?

Vice: Dove sareste senza i Goblin, eh?
Francisco: Quando ascolto quei dischi non fa che venirmi in mente la mia città. E’ strano ma me la ricordo così: ricordo i quartieri pieni di gente diversa da oggi, piccoli locali che suonavano musica rock e psichedelica. Ero giovane negli anni ’70, sono del ’75, ma Roma un tempo era così. Adesso è tutta un’altra storia, è troppo cara.

Sei mai stato al negozio di Dario Argento a Roma?
Si, ma anche li è troppo caro. Non è per i Romani, è per i turisti. Ma pagando 5 euro puoi andare al museo di Argento, che è una figata, con rumori e scene dai suoi film. E poi il tipo che lavora al negozio era un regista di film di serie B, un amico di Dario Argento. E’ davvero bello.

SUBURBAN DWIGHT
Music Business esce a Novembre su Nature, insieme a Let ’Em Talk su etichetta Pigna.