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DOS & DON'TS
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![]() Se mai ci fossero stati dubbi riguardo e cosa ne pensasse il Nostro Signore del Barattolo Della Morte, stamane sono stati interamente sventati da quello che può solo essere un segno divino: l’apparizione di un enorme ratto galleggante nel cesso della nostra redazione. Se qualcuno ha intenzione di mettere in discussione la validità di suddetta affermazione deve considerare quanto segue: a) abbiamo scoperto ieri che la consegna di topi che abbiamo ordinato la scorsa settimana è stata rimandata a venerdì, e b) sei un inetto. Smettila di fare l’inetto. Dopo le appropriate esclamazioni di gratitudine e disgusto, il nostro peloso e sgocciolante emblema di investitura divina è stato preso e messo sul pavimento vicino al barattolo, in modo che si conoscessero prima di sposarsi. Dalla sua ultima aggiunta, il barattolo della morte ha subito una magica e totalmente imprevista trasformazione. Il fetido stagno di acqua puzzolente marrone e torbida se n’è andato, sostituito da una vivida laguna arancione inframezzata da una bianca stalagmite viscida di pesce marcio e poo calcificato. I raggi ambrati danzanti, rifessi nella melma selvaggia erano talmente poetici da farci quasi dimenticare l’olezzo terribile che permeava il tetto. Seppure ci spezzasse il cuore disturbare i contenuti della giara fantomatica, dovevamo pur far spazio per il nuovo inquilino, e quindi con gran solennità abbiamo stappato il barattolo, e dopo qualche minuto di conati secchi abbiamo svuotato parte del contenuto malefico sul pavimento del tetto. Il piano originale, cioè, svuotare la sacca del topo sopra il barattolo per poi chiuderla e andarcene, venne per forza scartato una volta che il maneggiatore del topo, catturato da un potente attacco di vomito, ha fatto cadere il contenuto della sacca per terra. Ricompostosi dopo un minuto di sbocco violento, il nostro preseil topo per le corna, come si suol dire, e lo gettò nella giara in ciò che può solo essere descritto come un tuffo carpiato. Il risultato? Un’onda anomala di melma maleodorante che, per forza di cose, ha costretto tutti ad un altra vomitata generale. Il topo sembrava ben contento nella sua nuova casa (c’era anche un fiumiciattolo di detriti galleggianti attorno alla sua testa che rendevano il tutto più interessante), ma come già detto prima, la sua vita spensierata da scapolo aveva i giorni contati. Ora possiamo solo aspettare e vedere come il nostro amico topastro si ambienti nei suoi nuovi quartieri. |