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Foto (da sinistra) di Andy Capper e Peter Bienge




La moda nei tatuaggi cambia spesso. Dieci anni fa le lesbiche di tutto il mondo avevano un nodo Celtico fresco sul braccio. Adesso stanno tutte a coprirlo con la tradizionale ancora da marinaio.

Stessa storia per i punk. Negli anni 90 avevano tutti un logo degli Exploited fatto in casa. Adesso non si accontentano finché non hanno un terzo occhio sanguinante all’interno di un albero stilizzato con in mano un coltello che infilza uno scorpione.

Alla fine, però, i veri classici non muoiono mai. Guardate qui sopra il fine lavoro d’inchiostro sul petto di due nostri amici.

VICE: Ciao, come ti chiami?
Pete: Swastika Pete.

Cos’ha ispirato il design del tuo tatuaggio?
Un anno fa ho fatto una scommessa con un Naziskin. Diceva che sarebbe venuto a vivere a casa mia per un weekend se io mi fossi tatuato una svastica. Abbiamo tutti e due mantenuto la scommessa e l’esperienza ci ha davvero aperto gli occhi.

E in termini di politica siete d’accordo?
Io sono un po più riservato e tranquillo riguardo al razzismo. Ci sono certi elementi dei Nigeriani che mi fanno incazzare. Per esempio quando chiamano mia madre una sporca negra.

Scusa?
Hai sentito bene. Sei Africano, come stai a chiamare mia madre una sporca negra? Eri in TV due anni fa a chiederci biscotti e medicine e adesso vieni qui a fare il B-Boy. E’ ridicolo.

Oltre ai Nigeriani, chi altro odi?
Odio solo certi Pakistani e Bengalesi, ed ho le mie ragioni. La mia tipa è stata quasi stuprata da un Bengalese su Brick Lane, e poi ci sono sti sticker che vedo in giro per Londra. Tipo ce n’è uno che dice: “O pro-Jihad o pro-Bush”! Io non sono affatto pro-Americano o Pro-Bush, ma l’undici settembre non era un attacco contro l’America. Era un attacco contro tutta l’umanità. A Londra oggi non c’è molta divisione razziale, ma c’è divisione religiosa. Sti cazzo di sticker non aiutano. L’altro giorno ero al negozio di video e uno mi fa, “Vattene, bianco di merda.” Non l’ho ancora capita questa. Bianco? Io?

TOUSSAINT OKELE
Swastika Pete è il tipo a sinistra. Il tipo a destra non voleva parlare con noi ma Peter Bienge, l’artista che gli ha fatto il tatuaggio, ci ha raccontato che voleva far “incazzare i vicini perchè gli rompevano i coglioni per il volume della sua musica.”



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