NON E’ Una GRan Sorpresa CHE I gusti musicali Nel Terzo Mondo lascino a desiderare. Sarà che stanno tutto il giorno a cercare di non morir di fame. O a sperare di non essere fatti a pezzi da un machete.
Qualcuno dirà, “Il sound indigeno di altre culture non-occidentali rimpiazza eccome la mancanza di conoscenza di cosa ci sta dentro o no in Europa.” E sono tutte stronzate. Certo, se volete potete sintonizzarvi su Lifegate e ascoltare un mix di chitarra a due corde e Djambè senegalesi programmati da un poveraccio in una capanna con due ore di elettricità al giorno e pensare: “Bella. Buon per lui.” La realtà però è che i tipi che stanno a fare musica sono tre gatti in tutto il continente. Per ogni Youssou N’Dour ci sono 270 milioni di illitterati morti di fame che ti diranno, imperturbabili, che Robbie Williams è il più grande cantante di tutti i tempi.
Tipicamente la regola è che più il paese è povero e peggio sarà la musica. Era ciò ad eccitarmi (magari morbosamente) all’idea di viaggiare nel buco del culo del mondo. La Somalia.
Nessuna persona con capacità mentali intatte andrebbe mai in Somalia. E’ una porta serrata. La mia scusante è che mi stavano pagando per dare un’occhiata a delle onde sulla costa del Corno ed essendo un pro-surfer non avevo altra scelta.
Le uniche immagini che ci provengono dalla Somalia dai tempi del 1993, quando alcuni membri delle forze armate Americane vennero fatti a pezzi sulle strade di Mogadiscio, ci vengono proposte dal film Black Hawk Down, dove alcuni membri delle forze armate Americane vengono fatti a pezzi sulle strade di Mogadiscio. Rendo l’idea? E’ questa la fama della Somalia: soldati fatti a pezzi. E il film non l’hanno manco girato lì. L’hanno fatto dall’altra parte del continente, circondati da una dolce (e sicura) nube di cannabis, in Marocco.
Le principali attività ricreative dei Somali sono l’ammazzarsi a vicenda, fare spaghetti al ragù di capra, e morire. E queste non sono generalizzazzioni razziste. Provate a fare una ricerca su Internet. Scoprirete che le aspettative di vita in Somalia non raggiungono neanche i 50 anni. 47. Pure nel medioevo si viveva più a lungo. E dato che non c’è nessun governo, non c’è nessuno per raccogliere le tasse o mantenere la legge. I signori della guerra controllano qualsiasi pezzetto di deserto sul quale mettono le loro sporche manine. E quindi ecco la Somalia: un inferno ultraviolento ricoperto di AIDS. Vi stupite se vi dico che mi aspettavo un paese pieno di fan di Michael Jackson?
Giusto per assicurare un viaggio più divertente, il mio iPod si ruppe prima del mio atterraggio. Piu’ tardi me ne stavo camminando per Mogadishu, totalmente senza musica, circondato da altri surfer e le nostre guide somale (un gruppo di veterani della guerra, a ciascuno dei quali mancava un occhio), quando tutt’a un tratto i miei capelli si drizzarono. Avevo appena visto la cosa più incredibile di tutta la mia vita.
Un gruppetto di ragazzini giocava a pallone in uno spiazzo sterrato mentre, su uno stereo lì vicino, Dizzee Rascal suonava a tutto volume. DIZZEE RASCAL!. Ragazzi, probabilmente non state afferrando appieno la grandezza di questa cosa. Boy In Da Corner di Dizzee Rascal stava suonando a tutto volume in un luogo talmente lontano dal nostro mondo, la sua cultura, e la sua musica che potrebbe tranquillamente essere la luna.
Ci avvicinammo al gruppetto di ragazzi. Fra il somalo, l’inglese e l’arabo riuscimmo a comunicare in maniera semplice ed efficace. Gli chiesi se gli piacesse la musica. Uno mi rispose, e cito, “Dissseeee, ‘es graft oi.” Un altro ragazzo sollevò i pollici dicendo, “Dissseee veddy nice, Disssseee veddy good”. Gli chiesi dove trovavano la musica. Il ragazzo più alto ne indicò un altro che mi fece la linguaccia, dicendo “Bari, Bari” Chiesi, “Bari?” (poi scoprì che si tratta di una direzione). Rispose che suo zio o qualcosa di simile era nella crew di Dizzee.
Il mio cervello razionale occidentale era tutto pronto a pensare che mi stessero prendendo per il culo, ma c’era abbastanza solido materiale davanti ai miei occhi per ricredermi. Primo, “Fix Up, Look Sharp” stava suonando a tutto volume. Secondo, “Bari” aveva scritto “Rol [sic] Deep Krew [sic]”[la Roll Deep Crew è la crew di Dizzee.-tr.] sopra lo stereo. E terzo, per quale cazzo di ragione avrebbero dovuto mentirmi?
Mi misi a fare una piccola investigazione quella sera, e così scoprii che una delle attività più comuni in Somalia, oltre all’ammazzarsi a vicenda e ammalarsi di AIDS, è il cercare di emigrare il prima possibile. Rifugiati Somali stanno riempendo i ghetti di mezzo mondo, da Ottawa a Stoccolma. Una grossa comunità di rifugiati Somali esiste a Londra, che a sua volta ha creato una autostrada per il grime e il garage che va dalla metropolitana londinese alle strade di Galkayo.
Il giorno dopo ritrovai la “Rol Deep Krew”. Mi dissero che “Dissseee” è più o meno il re del loro quartiere. Alcuni ascoltano Wiley, ma a quanto pare sono dei nerd. Quello che questi ragazzi odiano davvero, però, è la diarrea scialacquata garage che ci viene proposta dalla So Solid Crew. Mi raccontarono di un tipo che possiede un negozio dal’altra parte di Mogadiscio e che adora i So Solid. Questo tipo gli stava sul cazzo. Ma tanto. Odiavano il suo negozio, la sua acqua in bottiglia e la sua faccia di merda, così di tanto in tanto, andavano a lanciargli contro qualche pietra oppure a cercare di ammazzargli uno dei suoi cani. Ragazzi, non sto mentendo. Il confronto old-school UK Garage VS. new-school UK Grime non è in esclusiva alle strade dell’est Londra. Va forte pure sulle strade di Mogadiscio!
E’ interessante considerare che ai Somali non piace l’hip-hop USA. Solo certi ci stavano dentro, tipo gli NWA e Snoop, ma 50 Cent e Puffy stavano sul cazzo a tutti. A quanto pare i rapper americani sono “niggers”: stupidi e poveri. “Noi non siamo ‘niggers’”, mi dissero. Ragion per cui quella roba non l’ascoltano.
“Bari” mi raccontò della sua movida a Londra. Corse a casa e mi riportò una scatola piena di cassette malatissime, una biblioteca di materiale del primo “Dissseee”. C’era roba li sopra che avrebbe fatto venire parecchi orgasmi ai ragazzi di Londra. La qualità era piuttosto scarsa ma appena alzarono il volume a palla, la “Rol Deep Krew” iniziò a ballare e saltare come se la musica arrivasse diretta da una gigantesca Bose nel cielo. Ci siamo sciallati tutto il giorno con i ragazzi Grime, ballando e camminando per le strade della città più fottuta d’Africa, ascoltando la musica più interessante e rilevante che venga proddota al giorno d’oggi nel mondo occidentale.
Poi decidemmo di andare a vedere il tipo So Solid dall’altra parte della città. I ragazzi ci indirizzarono e quando arrivammo ci rendemmo conto che in effetti il suo negozio faceva cagare. Anche il suo inglese faceva cagare, ma era davvero matto per la So Solid Crew. Se ne stava li seduto con indosso una camicetta rosa da donna, raccontandoci della sua passione per l’UK Garage.
“Da quanto segui la So Solid Crew?”, gli chiesi (in arabo, somalo, ed inglese.)
“Tanto”
“Dove hai preso sta musica?”
“Fratelo”
“E quei ragazzi a cui piace Dizzee?”
”Caca”
Ed eccoci. In mezzo all’Ade, la battaglia fra Dizzee e Megaman è accesa nelle strade. Non volendo farla diventare una vera e propria guerra, prendemmo due bottigliette di acqua (facevano cagare per davvero), e ce ne uscimmo dal negozio pensando, “Minchia. Che cazzo sta succedendo?”
HERP J.T. SMITH