I Sunburned Hand of the Man non sono hippy. Verranno pure da uno stato hippie (il Vermont), e sono più o meno sporchi, ma questi tizi sono più vicini ai Talebani che alla pace e all’amore. A un recente concerto al Tonic di New York, sono saliti sul palco all’una, hanno raccolto strumenti a casaccio dall’ampia selezione sul pavimento del palco, e hanno suonato il set più satanico che abbia mai sentito negli ultimi anni. Musica talmente cattiva che non riuscivo a chiudere gli occhi. Ogni volta che ci provavo vedevo i demoni schifosi della Scala di Jacob ballare a ritmo. Appena avevano finito di suonare due jam improvvisate, e dopo aver lanciato uno scheletro di plastica nel pubblico sono andato verso Phil, percussionista/vocalist/altro. Ovviamente s’era fatto dei viaggi che manco potevo immaginare.
VICE: Qual è il trip più malato che ti sei mai fatto?
Phil: Ho lavorato a quel progetto degli ombrelli di Christo in California. Li abbiamo messi in piedi per due settimane, dormendo in tenda in un posto chiamato Pyramid Lake. C’era una tipa di nome Panacea Thariad e il suo tipo ci ha fatto provare un fiore chiamato Dature. Si prendono i semi viola e bianchi, si seccano, frantumano, e poi ci fai un tè. Li abbiamo trovati di fianco all’autostrada. E’ stato un trip malatissimo. Molto fisico e molto naturale.
Ma era un viaggio tipo LSD? Quella roba la odio.
No era totalmente diverso. Sulla via di ritorno mi sono fatto un acido sull’aereo tornando a Boston. Sono atterrato a Vegas mentre il trip era in piena. Cazzo ti giuro che non lo farò mai più.
Uno di quegli ombrelli di Christo non è caduto ammazzando qualcuno? ?
Si, tre giorni dopo che me ne andassi. Una donna che era stata malata terminale e molti anni prima le avevano dato sei mesi. Mi confidò che ogni giorno vissuto in più era per lei una gioia inaspettata.
Cazzo- Dio si era rotto di aspettare, eh?
Si.
La ketamina ti piace? Secondo me è la droga più sottovalutata.
Oh, si. Me la sparavo intramuscolare. Nel culo o nelle braccia. La tua testa si sconnette dal corpo. E’ come essere su una barca in mezzo all’oceano, galleggiando verso una spiaggia lontana. Lo facevo spesso con una tipa. Poi giocavamo al dottore.
JUNE SPRIG
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