Sono appena tornato da Samoa, e lasciate che sia il primo a dire, “maremma bucaiola!” In teoria ero partito con l’obbiettivo di fare un po di surf e sciallarmela sulle spiagge bianche della costa pacifica. Invece, appena arrivato mi si è presentato davanti agli occhi un rigoglioso paradiso di transessualità. Una visione talmente potente da avermi spinto a riflettere su cosa sia in realtà un uomo. In altre parole, sto diventando un pochino ricchione.
Tutta colpa delle fa’afafine. Uomini samoani che, dalla nascita, vengono cresciuti come donne. Nessuno se ne fa un problema, sono dappertutto, e sono molto carine. La mia prima fa’afafina l’ho vista in aereoporto, subito dopo essere atterrato. Stavo camminando dietro a una ragazza col pareo, e come al solito le guardavo il culo. Arrivati alla porta s’è girata e, messasi di profilo, le ho notato il pacco. Cazzo due secondi prima mi stavo immaginando di scoparmi un tipo!
Appena salito sul taxi ho raccontato l’avvenimento al tassista, e lui, guardandomi nello specchietto retrovisore, mi ha lanciato un occhiata del tipo: “cazzo mo mi tocca spiegare tutta sta storia di nuovo…” E fa: “Quella era una fa’afafine, amico! Qua a Samoa ci sono troppi uomini. Quindi ogni tot di bambini maschi vengono cresciuti come se fossero femmine. E tutto si bilancia.”
Scusa?
Il barista al campo mi ha spiegato il tutto in modo più soddisfacente, soprattutto perchè era lei stessa una fa’afafine in carne ed ossa. Dopo tre drink ho inizato ad attaccarle un serissimo bottone. Questa vita sceglie te o sei tu ad aver scelto questa vita? Fai tutto ciò che fanno le donne “vere”?
Le fa’afafine esistono dall’arrivo dei primi missionari europei nel 1830. Le fa’afafine fanno tutti i lavori tipicmente femminili: sono insegnanti, cameriere, infermiere e quel tipo di cosa.
E poi, abbassando la voce e guardandomi negli occhi, mi ha confessato che le fa’afafine hanno un ruolo speciale: quello di togliere la verginità ai giovani Samoani: a quanto pare, “per loro è meglio che andare con una donna perchè non c’è rischio che io rimanga incinta” mi ha raccontato ridacchiando, “e poi noi siamo molto esperte su tutti i segreti mondo del sesso.”
Sentire tutto ciò da una fa’afafina, ubriaco in un bar a Samoa mi ha praticamente messo una spranga nei pantaloni. La sapete la regola secondo la quale fare sesso all’estero non conta come fare le corna alla propria ragazza a casa? Beh, io non ho agito quella volta, ma ho appena prenotato un volo per agosto. Ditemelo voi: va bene se (solo a Samoa) mi faccio un tipo (solo se fa’afafina)? Sarei un gay, o solo un viaggiatore vissuto?
BRAD STRICKLER