

Strictly BusinASS
Teamtushy.com / Seymorebutts.com / Pureplaymedia.com
Regia: Seymore Butts
Voto: 10
Lo sapevate che Ghostface Killah del Wu Tang Clan é mio padre? Cioé, intendo dire che sarà mio padre. Un giorno. Ho solo bisogno di cinque minuti del suo tempo e sono sicuro che lo potrei convincere a diventare il mio babbo. E non é che voglia soldi. E’ solo che non ho mai avuto un padre e vorrei poter dire a tutti (come sto facendo adesso) che Killer é mio padre. Dico “Killer” e non “Killah” perché sono bianco. Ma non importa, perché a Killer non interessano questioni di semantica. A lui interessano solo l’amore e la pace nel mondo. Ho appena letto un articolo su di lui e ho scoperto che sta aprendo una scuola in Africa. La sua ragione? E’ andato a suonare in Africa, ha visto tutti gli orfani dell’AIDS e ha deciso di voler fare qualcosa per loro. Grande, no? Ok, forse avrebbe più senso aprire un ospedale, però che cazzo. Una scuola va bene comunque. Così i bambini possono imparare tante cose importanti, per esempio fare i dettati per imparare a scrivere A-I-D-S come si deve. Vi ho mai detto di quella volta che pensavo di avere l’AIDS? Che casino. Non ho intenzione di raccontarvi tutti i dettagli perché questa rubrica la potrebbe leggere mio padre e si potrebbe incazzare e rivolere indietro la sua macchina. Secondo voi Ghostface mi farebbe guidare una delle sue macchine se fossi suo figlio? E non per scarrozzarlo in giro, ma tipo per uscire con i miei amici? Spero di si, perché la macchina non ce l’ho e mi farebbe proprio comodo. Ci sono un altro paio di cose che non ho e che mi piacerebbe avere. Dato che sta arrivando il mio compleanno ve le dico perché magari Papà/Ghostface si sta chiedendo proprio cosa regalarmi. Primo, vorrei un portafogli antiproiettili. Non ho molti soldi, e non é che la gente mi spari addosso spesso, però oggi come oggi uso un elastico per tenere insieme le mie banconote, e penso che un regalo così sarebbe comodo e funzionale. Inoltre, adesso che guardo bene, mi sono reso conto di non avere neanche una pelliccia. Né un ermellino, né una volpe grigia, né un leopardo viola. Niente. Quindi, papà, se stai leggendo, una pelliccia mi farebbe comodo, anche una delle tue non mi dispiacerebbe. Soprattutto quello bianca che indossavi nel video di Gravel Pit. Ma non importa, una qualsiasi, anche se c’ha qualche macchia di champagne o una bruciatura da canna. E’ il pensiero che conta. E se pensi ad un paio di scarpe, vorrei quelle Wallaby che hai tinto di viola con Raekwon, anche se non so se abbiamo la stessa taglia. E se l’avessimo davvero? Non sarebbe troppo carino se potessimo avere dei completi uguali padre-figlio? Pantaloni, maglie, scarpe, cappelli, occhiali da sole, tutto. E se cadessi e mi facessi male al ginocchio mi daresti un bacino-passa-tutto sul graffio? Sono queste le cose che sogno ogni giorno. Andare allo zoo insieme, o al carnevale, o al circo. La tua patente a che nome é fatta? Ghostface o Killer? Qual’é il tuo cognome? Spero Killer. Mr.Killer. Vorrei che la mia dicesse Chrisface Killer. Poi come funziona, Method Man diventerebbe mio zio? Sai che c’é gente che chiama “zio” anche gente che non é loro zio? Non é la cosa più stupida del mondo? Eh, papà?
Eye of Desire
Pleasureproductions.com
Regia: Nic Cramer
Voto: 9
La mia principessa (nonché sosia di Christina Aguilera) Krystal Steal é “timida, riservata, e con poca esperienza di vita. Dopo una scommessa con un’ amica, Krystal decide di andare a visitare un’ipnotista in uno strano ufficio, e li diventa schiava di ogni suo desiderio. Da quel momento comincia un viaggio nei più profondi recessi del desiderio, dove Krystal esplora le sua fantasie sessuali più nascoste ed erotiche...” Tutto scritto sulla scatola, non sto mentendo. Non sembra meraviglioso? E poi le scatole non mentono, sono le persone a mentire. Io mento probabilmente più di chiunque al mondo. Ed eccoci alla prima menzogna. Le mie menzogne in realtà sono patate fritte al confronto della politica internazionale. C’é ancora gente al mondo che dice “patate fritte al confronto”? L’ha mai detto nessuno? Spero di no. Non mi piace come espressione. E poi con il nuovo movimento anti-carboidrati che guadagna accoliti ogni giorno, le patate non mi possono più piacere. Né in senso letterale, né in senso lato. In nessun senso. Il problema qui é che io ADORO le patate: il puré, le patate fritte, grigliate, bollite e saltate. Non odio nessun tipo di patata. Eppure in questi pazzi pazzi giorni di mania salutista, tutt’a un tratto le patate sono i Nazisti del terzo millennio, e le dobbiamo combattere su tutti i fronti. Vi ricordate quando erano le uova ad essere il nemico? Poi un bel giorno un tipo se n’é uscito dicendo che ti fanno bene. Poi un altro se ne esce con “A dir la verità non sono le uova a farvi male. E’ solo la parte GIALLA delle uova che non fa bene”. E quindi per l’amore di dio, mangiate tutti gli albumi che volete ma non mangiate quella parte giallina e deliziosa. Se, dall’altro lato, volete suicidarvi, allora mangiate tutto il giallo d’uovo che volete. Tenendo tutto questo in considerazione, ho deciso di mandare tutti a farsi fottere e mangiare tutte le patate che voglio. Non ho intenzione di girare le spalle alle patate, come feci con le uova, e come feci con Helene, (quella ragazza a scuola che tutti dicevano avesse abortito in bagno con un appendiabiti) e come feci con le basette alla Del Piero. No, questa volta mi ingozzerò di patate dalla mattina alla sera. Giuro davanti alla patria di mangiare MINIMO una dozzina di uova al giorno. Secondo voi é troppo? Quanto costano le patate? Non ho un lavoro retribuito ora come ora quindi non posso permettermi di spendere troppo, e vorrei evitare di fare una promessa. Se poi vi incontro e mi chiedete quante patate ho mangiato quel giorno non vorrei esser costretto a rispondere, “Nessuna, non me le posso permettere.” O peggio ancora, dover vendere parte della mia collezione di fumetti o di porno solo per mantenere una stupida promessa. Forse sarebbe meglio se non me ne uscissi con un numero preciso ma lasciarla sul vago. Prometto di mangiare “tante” patate. Eccoci. E quando tutti voi frocetti vi renderete conto che Helene era una graziosa anima incompresa, e che nessuna ragazza potrebbe abortire da sola in bagno senza essere in ritardo per matematica, e tornerete da me strisciando tutti tipo “Ehi, Chris, come ti butta, Uomo-Patata? Vuoi fumarti un porro dietro al baracchino, Patata?” io vi dirò, “Stocazzo, andate affanculo”, ma non prima di essermi fumato tutta la vostra roba.
CHRIS NIERATKO