|
|
 |
  Nel documentario “Metallica: Some Kind of Monster”, Lars Ulrich passa il suo tempo a fare due cose: 1) piange e si lamenta di tutto e tutti nelle sue sessioni di terapia da 40,000 dollari al mese; 2) rompe i coglioni a chiunque gli passi davanti sulla evoluzione del metal, raccontando di come gli Iron Maiden e la New Wave Inglese abbiano ispirato la rivoluzione thrash/speed, cambiando la faccia del rock per sempre. Sul secondo punto il minchione miliardario ha ragione. Infatti ,questi due non solo hanno influenzato un decennio di riff, assoli e stili lirici, ma il successo di Eddie, la mascotte degli Iron Maiden, ha assicurato che ogni imitatore abbia a sua volta la regolamentare mascotte Thrash.
Prima della noia del death metal (inizio anni 90), le pretensioni goth del black metal (fine anni 90), e lo schifo nauseante che è il nu-metal (oggi), c’era il thrash: il metal più divertente ed esilarante di tutti. Combinava la musica punk, hardcore e prog con canzoni che parlavano dell’inferno, di astronavi, di birra, di disastri futuristici e di tanta violenza. Ovviamente tutto ciò non valeva un cazzo senza la mascotte della band. Eddie nacque da un teschietto rubato a qualche studente di belle arti, e prima che tu potessi dire “Metaaaaaaaaal!” divenne un gigante di 20 metri che sollevava il batterista Nicko McBrain e lo faceva girare intorno al palco. Cazzo, se volevi essere un vero fan dei Maiden dovevi conoscere quantomeno il numero di scarpe di Eddie. Vediamo chi riuscì ad avvicinarglisi di più.
LE REGOLE:
La mascotte in questione non può essere confinata ad una apparizione su una singola copertina, maglietta o una promozione. Dev’essere un compagno costante alla vita della band e a quella dei suoi fan, á la Eddie. Per questa ragione la donna di Justice For All dei Metallica o il tipo con la maschera a gas su Agent Orange dei Sodom non contano. I Misfits, i Samhain e i C.O.C. sono esclusi perché pure avendo il loro sticker sul 90 per cento di ogni chitarra di ogni gruppo thrash, non sono ufficialmente gruppi metal. Se li avessimo inclusi avremmo dovuto includere anche Milo dei Descendents e Allroy dei cazzo di All e infine il giullare dei Marillion. Abbiamo anche escluso i Motorhead- secondo noi più rock che metal. OK? Basta cazzeggiare. Le regole sono regole.
 |
Anthrax (NYC, USA)
Inventato dal chitarrista Scott Ian, l’uomo ‘Not’ degli Anthrax apparve saltuariamente durante la loro lunga e difficile carriera. Il suo significato principale stava nell’evidenziare i momenti più leggeri nel catalogo dei Newyorkesi, come il rap di “I’m The Man”, o “State of Euphoria”, il loro disco comedy-thrash. Per i loro momenti più seri contavano su Judge Dredd da 2000AD. L’uomo “Not” assomigliava molto a quei pupazzi con la faccia di gomma che compravi per 5,000 lire e dei quali ti rompevi le palle dopo cinque minuti. Un uomo senza carisma.
1.4/10 |
 |
Accused (Seattle, USA)
Ah, Martha Splatterhead. Gli Accused la usarono proprio come la versione travone di Eddie che in effetti è. L’hanno usata senza scrupoli, ogni giorno, fino alla morte. Ogni fottuta copertina, e ogni fottuta maglietta che fecero dal 1984 in poi c’aveva Martha sopra. Mentre da un punto di vista Martha ha il più bel paio di tette di qualsiasi mascotte, dall’altro si chiama Martha, per Dio! E’ il nome meno metal della storia. Pur considerando le enormi tette, non ha niente a che vedere con Eddie. Punti extra per la longevità, ed è almeno più metal della zucca sfigata degli Helloween (che abbiamo tagliato per includere Martha).
8.84/10 |
 |
Overkill (NYC, USA)
Gli Overkill di Bobby “Blitz” Ellsworth avevano un teschio alato verde. Non mi pare avesse un nome, ma mi ricordo che era disegnato veramente male nel video di “Hello From The Gutter”. Lo ricordiamo principalmente per la capacità di coprire in una botta sola tutta l’estetica thrash: aggressività (c’aveva i denti aguzzi), velocità (e le ali) e una certa sensibilità fantascientifica proveniente da un altro mondo (e le ossa verdi). Sto caruso c’aveva anche i raggi laser dagli occhi ma la sua mancanza d’arti implica una certa incapacità nel maneggio di altre armi più simpatiche. Eddie l’avrebbe pisciato in pieno in caso di rissa. Gli sarebbe bastato schivare, sorridere e spaccargli quella verde faccia di merda.
7.6/10 |
 |
D.R.I. (Houston, USA)
Un design classico che merita il suo posto nells storia della grafica. E’ allo stesso livello della roba che Peter Saville fece per la Factory. E’ più un logo che una mascotte, ma si dice tutto ciò che serve sui D.R.I: erano dei punk ma anche dei metallari, e inoltre ci dimostra le perfette mosse di danza prima che arrivassero i giorni della pogata mortale. Data la sua semplicità quasi minimalista, è una mascotte molto facile da copiare su giacche di pelle/libri di scuola/mura. Questo è un grosso vantaggio rispetto ad Eddie. A differenza dello zombie dei Maiden, però, non divenne mai un Dio Egizio. Peccato.
7.9/10 |
 |
Megadeth (Los Angeles, USA)
Vic Rattlehead: un teschio munito di ganci metallici nella bocca e una sbarra di metallo inchiodata sugli occhi, in vero stile metal. Nato da una foto nel disco Killing is My Business...And Business Is Good, venne in secondo luogo dipinto dall’artista thrash Ed Repka sui loro altri dischi. Non era male, ma per qualche stupida ragione venne abbandonato dalla band a favore di una stronzata tipo Hipgnosis verso la metà degli anni 90. In questi giorni di nostalgia metal è tornato tra noi, ma il suo periodo di assenza dalla scena gli toglie qualche punto.
7.95/10 |
 |
Kreator (Essen, Germany)
L’omino dei Kreator c’ha messo un paio di album ad evolversi. E’ nato su Pleasure To Kill come un demone mietitore, opera di Phil Lawverve. Arrivati a Terrible Certainty- un merdossissimo album concettuale sulla crisi AIDSiniziò ad indossare jeans e una giacca di pelle. Tristemente, su Extreme Aggression venne abbandonato per fare spazio ad una foto di gruppo. Tornò per certi dischi più avanti ma non gli venne mai nemmeno dato un nome. (Provarono con “Son Of Evil” ma non piacque a nessuno).
8.66/10 |
 |
Voivod (Canada)
Disegnato dal batterista Away, l’artwork si basava sul concetto del Voivod, un incrocio bastardo fra fantascienza e una malsana ossessione con gli insetti; rappresentazione perfetta del loro incrocio fra Tank, Motorhead e Pink Floyd. Dato che Away disegnava tutto l’artwork per la band, il loro stile ha mantenuto una certa consistenza per 21 anni. Nella loro evoluzione prog sul corso degli anni, il Voivod ha tenuto il passo. L’unica mascotte che si permette di salutare Eddie.
9.891/10 |
 |
S.O.D (NYC, USA)
Il fattore Skrewdriver è OK in questo caso perchè mi sembra cercasse di essere ironico. Avevano un tipo mezzo Eddie e mezzo soldato chiamato Sergeant D che apparve nel film horror House. La sua ragione d’esistenza era principalmente distrarre dal fatto che i tipi nella bandl’omino della pizza Billy Milano, Dan Lilker dei Nuclear Assault e Scott Ian e Charlie Benante degli Anthraxerano più dei personaggi dei cartoni animati che veri metallari. Scrauso.
2.3/10 |
VINCITORE: VOIVOD (scusate se è un po da nerd ma i fatti sono fatti.)
HEAVY METAL ALASTAIR, ANDY CAPPER,
E OMID DEI BATTLETORN
Ringraziamo GenXGear.com.
|
 |