Come avrete sicuramente già’ letto in ogni tipica rivista pop, i Bloc Party sono una band dallo stile “indefinibile”, un insieme di armonie torturate, melodiche chitarre e spastiche batterie proto-punk. Hanno firmato con la Vice Records il 25 Ottobre (mi pare accadde qualcosa in Russia lo stesso giorno - Ed.), quindi ci sembrebbe giusto publicare una intervista un pò diversa dalle leccate di culo generali che leggerete ovunque.
VICE: Allora com’è andata l’intervista? Hanno parlato del loro odio per Vice? Questo articolo dev’essere assolutamente diverso da quelli di tutte le altre riviste.
Ryan Duffy: Kele [il cantante] non ne voleva parlare.
Devi inisistere..
E ho insistito! Ma andava sempre peggio. Matt [il batterista] poi fa, “Ce ne andiamo o no? Non mi sembra che tu abbia voglia di farla sta cosa”. E Kele, “Non ne ho voglia infatti, me ne sto seduto qui e basta.” Sai com’è, è sensibile e non ama confrontarsi.
Cazzo. Però quadra. A Londra la settimana scorsa Andy [l’editor Inglese] ha sentito che Kele lo voleva, allora lui è andato aspettandosi chissà cosa, ma Kele lo guarda e dice che trova Vice “volgare”.
E Andy?
Niente, hanno iniziato a parlare dei Crass e di altri gruppi punk “volgari”. Dopodiché son diventati amici.
Beh, strano che dopo il chiarimento non sia stato più disposto a parlare con noi.
Vabbeh allora niente da fare. Un’altra intervista noiosissima non interessa a nessuno.
No problem. Non ho neanche voglia di stare a trascriverla. E’ troppo noiosa. Ma Suroosh, scusa? Non potrebbe parlarci lui con loro?
No. Ha parlato con il manager e sembrava fosse tutto a posto ma quando Suroosh l’ha chiesto a Kele lui ha risposto, “Non sarei affatto felice di farlo, perché tanto non importa cosa dica, se verrà letto su Vice penseranno tutti che si tratti di ironia.
Ma se l’ho appena visto parlare con Suroosh?
Kele voleva giocare a Street Fighter, ma è rotto.
Ah, io pensavo fosse solo staccata la spina. Peccato.
RYAN DUFFY & JESSE PEARSON