L’allestimento preparato a Providence era qualcosa che non avevo mai visto prima, forse perché non ero mai stato ad un’altra gara del genere. Un miglio intero di discesa su Waterman Street delimitata da balle di fieno e barriere di metallo per far sì che la gente potesse sistemarsi a fare il tifo e mangiare un sacco di schifezze. Le squadre venivano giudicate in base a tre criteri: velocità, creatività e spettacolarità. Credo che fosse compito mio (e degli altri giudici) valutare proprio la spettacolarità.
Non ne sono neanche poi così sicuro. Non avevo la minima idea di che cazzo stessi facendo. Non sono mica andato a scuola di giudici. So solo che ero seduto su un palco a 15 metri d’altezza sopra una folla in delirio. Il fottutissimo Pras pensava di utilizzare il materiale girato per il suo reel e quindi stava tentando di fare il Simon Cowell della situazione. Dava punteggi bassi e faceva commenti negativi sui partecipanti. Io no. Io so quello che il fottutissimo pubblico vuole. E il pubblico voleva che io continuassi a bere birra. Ho bevuto per tutto il giorno finché ero completamente fradicio. Tutti gli altri giudici prendevano la cosa molto seriamente, mentre io ero storto e con una bottiglia di Heineken nascosta dentro un cartoccio. E quando arrivava il mio turno di dare un voto era sempre un 10! Sempre un 10. E ogni volta che sollevavo il mio 10, il fottuto pubblico perdeva completamente la testa. Credo che la Red Bull stesse registrando il tutto per la tv e ad un certo punto la presentatrice (che Pras aveva tentato di fottersi per tutto il giorno, “Sì, baby. Lo sai che io ho un appartamento a Manhattan? Ci sei mai stata a Manhattan?” Chi cazzo non è mai stato a Manhattan, Pras? Voglio dire, non è mica un atollo sperduto della Malesia, cazzo!) mi si è avvicinata, mi ha messo il microfono in faccia e mi ha chiesto come mai avevo dato un 10 alla macchinetta che sembrava un dinosauro o un granchio o una macchina dei Flinstones. Io ero sbronzo. Ho ridacchiato. Poi ho guardato Miss Rhode Island e ho detto: “Sono realmente commosso da tutto quello che stanno facendo per la pace e per la fame nel mondo.” E ho continuato a ridere. Miss Rhode Island, dall’altra parte, non ha riso per niente.
Le regole della gara, se vi interessa, erano: tutti i mini-bolidi devono essere mossi da energia umana, il che significa che non sono permessi motori o fonti di energia esterne. Non sono accettate macchine prefabbricate. Tutti i veicoli devono rispettare delle misure precise. E, infine, tutte le macchine non devono pesare più di 80 chili (pilota escluso).
Prima della gara ho fatto una passeggiata nei box dove le 100 e più macchinette si preparavano alla partenza (e ho filmato uno speciale sull’evento per VBS.tv) per guardare cosa cazzo stesse succedendo. Mentre mi inoltravo tra le macchine ho visto uno spettatore handicappato senza gambe a bordo di una di quelle sedie a rotelle motorizzate che si stava facendo un giro. Gli ho gridato: “Stai barando! Hai superato i limiti di peso! E poi non è permesso utilizzare un motore! Sei squalificato!” Non ha trovato i miei commenti granché divertenti.
Non so da che parte iniziare per spiegarvi quanto stupefacenti fossero tutti quei veicoli. Quella gente aveva impiegato una dose immensa di tempo e impegno nel realizzare la propria macchina dei Blues Brothers, il proprio vascello vichingo, la USS Enterprise, la propria aragosta, etc., che per capire cosa intendo dovreste soltanto guardarvi il filmato. I vincitori si chiamavano The Good, The Bad and The Nerdy e guidavano una calcolatrice a ruote di gomma che gli ha permesso di vincere una giornata da stelle alla NASCAR, nella quale potranno visitare i box, conoscere i piloti e partecipare ad una festa VIP. Il secondo posto è andato a Deuces Wild (uno dei miei preferiti), un bagno su ruote con il pilota sdraiato nella vasca e il copilota al suo fianco seduto sul cesso, nella vana speranza di salvarsi il culo…
Per quanto le persone e le macchinette fossero di grande intrattenimento, niente è riuscito ad ispirarmi quanto gli altri giudici. Durante il viaggio di ritorno dalla gara all’hotel miss Rhode Island ci ha raccontato quanto disprezzasse Parigi, in Francia. “Cioè, sono tutti dei maleducati! Un ragazzo mi ha addirittura palpato il sedere!” Poi Miss Teen Rhode Island è intervenuta con il miglior pensiero lineare di tutti i tempi: “Quest’anno per Natale andrò in Messico.” Ho guardato il suo viso da adolescente, ho sorriso, e ho detto: “Mmmh, il Messico… altro che Parigi!”
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