DOS & DON'TS










Foto della protesta di “Tina” (non ha usato il suo nome vero per paura di ritorsioni da parte del governo).





entre si avvicinava il primo di giugno, il governo mostrava di avere sempre più paura di una manifestazione. Girava voce che la polizia, i vigili urbani e persino l’esercito sarebbero stati mobilitati e che il governo avrebbe licenziato tutti i funzionari e gli impiegati che avrebbero partecipato, così come tutti i professori universitari e gli insegnanti di scuola. Inoltre, gli studenti sorpresi a partecipare avrebbero rischiato l’espulsione. Il governo si difendeva dicendo che loro volevano essere ragionevoli, e per questo avevano predisposto uno spazio per organizzare una manifestazione autorizzata in un parcheggio del municipio. C’era giusto un piccolo particolare: i manifestanti dovevano mettersi in fila, farsi fotografare e dare le loro generalità a dei funzionari locali prima di unirsi alla protesta. Poi il 30 maggio, il giorno prima della manifestazione, il governo ha annunciato che il progetto da un miliardo di dollari per la costruzione dell’impianto petrolchimico era per il momento sospeso. Alcuni pensavano che si trattasse solo di un trucco per tranquillizzare la popolazione ma, secondo i media nazionali, quasi un milione di sms di protesta contro il progetto erano arrivati al governo. Comunque la manifestazione non è stata annullata, anche dopo l’annuncio del governo.



La mattina del primo giugno “c’era solo un piccolo gruppo di dimostranti”, a quanto mi ha riferito un testimone che preferisce rimanere anonimo, “ma c’era molta gente che assisteva lungo la strada. C’è stata tensione tra la polizia e i manifestanti all’inizio, ma quando è parso chiaro che non si correvano rischi a manifestare, molta gente si è unita al corteo. Nel pomeriggio, tra dimostranti e spettatori si erano ormai radunate circa 10.000 persone. La polizia e l’esercito erano in netta inferiorità numerica. Hanno cercato di fare dei blocchi per impedire il passaggio, ma non era difficile aggirarli. In realtà la polizia non dava l’impressione di opporre una grande resistenza, ma anzi avevano tutta l’aria di essere tacitamente d’accordo con noi. Il mio amico dimostrante mi ha fatto vedere le foto che aveva fatto alla manifestazione, e ho visto che c’erano persone molto diverse, e anche molti ragazzi. “E’ stata una dimostrazione molto pacifica perché in generale la gente di Xiamen è molto tranquilla”, mi ha detto. “Alcuni agenti di polizia cercavano distribuire bottiglie d’acqua ai dimostranti, ma la gente le rifiutava dicendo di non voler acqua dal nemico”. Mi ha raccontato ridendo che un suo amico che lavora nella Polizia Speciale (l’equivalente cinese dell’FBI) gli ha raccontato alcuni giorni dopo di averlo visto alla manifestazione e gli ha detto scherzando che poteva farlo arrestare se voleva. Alla fine la protesta è durata due giorni senza incidenti. Gli ho chiesto se qualcuno era stato arrestato e mi ha detto che ha sentito che alcuni degli organizzatori si trovavano in carcere in quel momento.



Durante il corteo io sono rimasto bloccato a casa a cercare di farmi un’idea di quello che stava succedendo attraverso internet. Se sei straniero e vieni beccato ad una manifestazione in Cina, vieni subito rimpatriato, e non ti sarà più permesso di rientrare, e non volevo davvero che mi succedesse una cosa simile. Durante la manifestazione molte persone hanno messo foto dell’evento su internet. In media, circa cinque minuti dopo che una foto era stata scaricata, l’intero sito o quella pagina venivano chiusi dalla censura. Alla fine la gente ha cominciato a usare Flickr, dove le immagini duravano di più (più o meno un giorno o due) prima che la pagina e tutto l’account diventassero inaccessibili. Il 7 giugno, l’intero sito di Flickr è stato bloccato in quasi tutta la Cina. Flickr ha pubblicato una dichiarazione sul suo sito, in cui afferma di tenere molto “agli amici che in questo momento non sono in grado di accedere alle proprie fotografie. Abbiamo preso contatti e speriamo di riuscire a trovare un accordo che permetta di riportare le foto on line”, ma dopo essermi informato un po’ mi è sembrato chiaro che la Cina sta negoziando con Yahoo! la creazione di un Flickr Cina, cosa che significa che il governo avrà un controllo ancora più stretto sugli utenti. Da queste parti gira voce che presto anche YouTube sarà bloccato e sostituito con un YouTube Cina. Passerà molto prima che arrivino a MySpace e Facebook?

PAT PAT


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