DOS & DON'TS









Ground Zero: Per mesi, tutta New York ha respirato minuscole particelle bruciate e polverizzate di edifici, finestre, mobili, persone, materiali d’ufficio, pezzi d’aeroplano, amianto e diossina.




FOTO E TESTI DELLE REDAZIONI VICE



er ritrovarsi ad assistere in prima fila ad una catastrofe provocata dall’uomo non é necessario vivere nel Terzo Mondo ormai soffocato dallo smog, dalla spazzatura e da malattie varie. A quanto pare il problema non è SE ti prenderai una malattia semplicemente respirando l’aria intorno a te. Al limite è QUANDO succederà. A meno che in questo momento non vi troviate in una capanna in Alto Adige a spaccare legna, e non stiate leggendo questo articolo su un computer che vi siete costruiti usando arbusti e licheni, molto probabilmente morirete per causa dell’inquinamento (e non sarà una morte indolore, credeteci).

Abbiamo chiesto a ciascuno degli editor di Vice magazine in giro per il mondo di selezionare per noi i peggiori ecomostri delle loro città e mandarci una piccola cartolina tossica. Quello che ne è venuto fuori fa passare il documentario di Al Gore per una puntata di Bellitalia.

Seguiteci…



STABILIMENTO FIAMMA ABRASIVI

Benvenuti a Milano, città dell’impianto Fiamma Abrasivi, che rilascia regolarmente nell’aria della zona simpatiche nuvolette di nafta- lene. Aldo Bonora, capo della sede locale di Legambiente, ci ha spiegato che non esiste prova scientifica che il naftalene provochi il carcinoma quando viene inalato.

Ma ha anche aggiunto che i bambini della scuola vicino alla Fiamma vomitano se giocano nel cortile troppo a lungo. E su novanta persone che vivono nell’edificio al di sopra dello stabilimento, trenta hanno il cancro. Non male come probabilità, eh?

Liliana Di Marzo è una di loro. Dice: “Nei miei vasi non cresce più niente. Rilasciano il naftalene di notte, mentre dormiamo.”

L’Impianto Sisas e la Discarica di Sostanze Chimiche Dopo aver chiuso i battenti, l’impianto della Sisas ha sepolto e sigillato tre cumuli di rifiuti tossici proprio al di sopra della falda acquifera di Milano. Man mano che l’acqua viene estratta dal sottosuolo, il vuoto che si crea fa sprofondare i rifiuti, sempre più vicino alla fonte. Tic tac.

Quartiere Petrarca Immaginate squatters africani, dormitori luridi all’aria aperta, discariche illegali, laghetti di acqua tossica stagnante, e incendi di rifiuti tutti i giorni, tutto nello stesso quartiere. Centro Sociale d’Amianto Nella parte ovest di Milano c’è un grosso edifico di mattoni rossi completamente ricoperto di amianto che veniva utilizzato come centro sociale. Nella foto è sullo sfondo. Ora è stato chiuso, ma a nemmeno cento metri di distanza c’è un parco dove i bambini giocano sugli scivoli e le altalene.

Viva il Bel Paese! Che ne dite di un saltino a Brussels adesso?


CHIESA DI ST. JACOB

La chiesa di St. Jacob a Bruxelles è famosa come il luogo dove è sepolto Pieter Paul Rubens. Meno famosi sono i quattordici metri di superficie parafulmine radioattiva installata irregolarmente sul tetto della chiesa. I valori di radio 226 all’interno della chiesa sono all’incirca mille volte il parametro regolare—quantità sufficiente a far scattare l’allarme di una centrale nucleare. Erik Verbeeck, un ingegnere che si batte per il bando totale dei parafulmini radioattivi, ci ha detto: “Se prendete dello zucchero, lo spalmate su quel tetto e poi lo fate colare nel caffè di qualcuno… presente quello che è successo a quel tipo russo a Londra, no?”

Lo Zenne Lo Zenne arriva a Bruxelles come un incantevole corso d’acqua e ne esce come un bidone della spazzatura biologicamente morto. In questa foto una veduta sotterranea Ospedale Militare I prodotti detergenti usati nella lavanderia dell’ospedale ormai dismesso sono filtrati attraverso il terreno a contaminare le risorse idriche della zona, rendendolo la catastrofe numero uno causata dall’esercito nel paese. Neder sull’Heembeek Qualche anno fa è scoppiato un incendio in una delle ciminiere dell’impianto, e per una settimana benzene e altri idrocarburi aromatici sono stati sparati nell’atmosfera. Si sentiva la puzza a quasi 200 chilometri di distanza. Le conseguenze dell’inalazione di queste sostanze (cancro e malattie cardiache) possono manifestarsi fino a 20 anni dopo.

Cacchio. Bene, spostiamoci verso la Grande Mela per un tuffetto nell’Atlantico.



CONTINUED:
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