BPrima di andare in Sudan, non sapevo molto del conflitto nel Darfur se non che tutti lo definivano “il più grosso genocidio degli ultimi tempi” e che sulla CNN avevano trasmesso qualche filmato sulle milizie di Janjaweed che radevano al suolo i villaggi. In realtà, siamo andati laggiù solo perché uno dei nostri fotografi inglesi preferiti, Jamie-James Medina, aveva chattato con una vecchia amica che non vedeva da anni e che ora cura l’ufficio stampa delle Nazioni Unite a Khartoum. Lei si è offerta di allacciarci dei contatti, di organizzarci il volo e di farci avere la visa e quindi ci siamo detti: “Perché no”, e siamo saliti su un aereo. In volo mi sono immerso in un enorme raccoglitore di documenti sulla situazione. Da far venire i brividi. La dimensione del disastro era difficile da comprendere: 400.000 morti e più di due milioni di sfollati negli ultimi quattro anni. Questo conflitto segue a ruota un’ altra guerra civile nel sud del Sudan che ha fatto più di due milioni di vittime e circa cinque milioni di sfollati. Come l’aereo è atterrato a Khartoum, ho avuto il più grosso momento alla “Ummmm, che cazzo ci faccio qui?” di tutta la mia vita. Dal minuto in cui sono sceso a quello in cui sono ripartito, ho avuto paura. E da come sono andate le cose, non poteva che essere così.
Potete trovare altre informazioni guardando Inside Sudan, la serie su VBS.tv
Questo è uno dei ragazzi di strada che vivono nel bazar. Ogni tanto vanno in un dormitorio a cercare da mangiare, ma generalmente vivono grazie a quello che riescono a rubare o a tirare fuori dall'immondizia. Questo ragazzo era completamente fatto di colla. Mi ha detto che non sniffava, ma quando tossiva sembrava che stesse per uscirgli un modellino di aeroplano fuori dalla bocca. Puzzava di colla. I ragazzi sono tutti assuefatti. E' davvero triste. Giocavano a pallone tutto il giorno, strafatti.
Questo è Rasheed di fronte a casa sua, che lui stesso ha costruito con il fango, la paglia e il letame. E’ del Darfur. Stava cercando di scappare col suo fratellino di due mesi quando i Janjaweed gli hanno preso il bimbo dalle spalle e l’hanno gettato nel fuoco. Ci ha mostrato un sacco di cose ed è stato veramente gentile con noi. Appena l’abbiamo lasciato ci siamo accorti che la polizia segreta ci aveva seguito per tutto il tempo. Abbiamo avuto molta paura di averlo messo nei guai.
Questo ragazzino stava usando un bastoncino con una stringa con del popcorn attaccato per pescare in una pozza vicino al villaggio. Era in piedi su un tubo delle fogne. Quando gli abbiamo chiesto perché aveva scelto quel posto, ci ha detto che era perché il pesce andava lì per mangiare la merda. Mentre parlavamo con lui abbiamo visto delle persone che riempivano delle taniche con l’acqua della fogna per rivenderla al villaggio come acqua potabile.
WAbbiamo scovato queste scritte sulla strada fuori Khartoum. Era assurdo perché il Sudan è così estraneo e anti-americano che non ti capita di vedere molte cose familiari. Ho pensato: “Chissà se 50 Cent o i Green Day o chiunque altro sanno che mentre registrano musica, questa lascerà il segno anche qui nel mezzo dell’Africa.”
Questi ragazzini sono in un madrasah fuori Khartoum. I loro genitori sono stati uccisi a Darfur e adesso sono profughi nel loro stesso paese. Uno sceicco li ha accolti e li sfama e li veste; in cambio loro devono leggere il Corano. Stanno tutto il giorno seduti a memorizzare preghiere su delle tavolette. Una volta che memorizzano un passaggio, puliscono la tavoletta con l’acqua e ne scrivono un altro da studiare. Stanno tutto il giorno seduti sulla sabbia a recitare questi passi. Non hanno nient’altro da fare.
First the boomers shove their childhood down our throats then we have to hear about their college days every three hours and now that it’s hot out we have to stare at their sweaty asses THEIR LITERALLY SWEATY ASSES everywhere we go.
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