| Foto di Manuel Dominguez, Jr. |
Clockcleaner seguono la grande tradizione degli Scratch Acid di non fregarsene un cazzo dell’ascoltatore. Fanno un beat mid-tempo pieno di feedback dall’inizio alla fine, con pochissimo o nessun rispetto per stupidaggini da musica convenzionale come il ritornello. Tra le altre cose per cui Clockcleaner e il cantante del gruppo John Sharkey hanno poco o nessun rispetto sono le disabilità, il merchandising di altri gruppi e l’idea di suonare almeno un’ altra volta in un locale di Philadelphia. Abbiamo parlato con lui di tutto questo e della contraddizione in termini di essere un’ottima band e di venire da Philadelphia.
Vice: Torni stamattina da un tour, giusto? Peggior momenti?
John Sharkey: Metà del gruppome compresosi è preso un’intossicazione alimentare a Memphis e ha trascorso le otto ore seguenti a vomitare e cagare e a pisciarsi addosso. Altre cose negative: gli hotel che non hanno una sala pesi, i gruppi punk giapponesi, e Louisville, Kentucky.
Louisville sembra avere lo stesso problema che affligge Philadelphia, cioè la cultura biker e la disperata ricerca di una “scena locale” che è finita circa dieci anni fa.
Già, e noi non siamo neanche riusciti a vedere qualche tipa biker stuprata, come succede nei film. Ci siamo dovuti accontentare delle mogli obese di quelli del gruppo che ha aperto il nostro show. Abbiamo suonato alla grande però. Quella serata è stata memorabile per un solo motivo: mentre smontavo le luci mi sono fatto un taglio enorme sul braccio. Ero completamente coperto di sangue. Mi sono anche pulito il culo sul tecnico del suono. Abbiamo vinto noi.
Al tecnico del suono è piaciuta questa idea?
Ha reagito come tutti gli altri, alla: “Dopo una cazzata di questo genere pensate anche di essere pagati?” Siamo stati pagati.
Allora la fama dei Clockcleaner è basata su fatti veri? Tipo che picchiate gli handicappati e che siete stati banditi da tutti i posti dove avete suonato, etc.?
Un po’ sono cose vere, un po’ voci. Una cosa vera che ci ha seguito per molto tempo è stato l’incidente con i Bad Wizard. Avevamo suonato insieme a Philadelphia, in un posto di merda. Durante il nostro set mi ero slogato una spalla, allora dopo lo spettacolo vado nel “camerino” a prendere la mia giacca e li trovo seduti là a tirare. Prima di allora non avevo avuto nessun contatto con loro. Allora entro e quelli mi chiedono quanto abbiamo preso per il concerto, e io faccio, “Non so, un centinaio,” e allora sto sfigato palla di lardo di cantante mi fa “Sì? Noi ne abbiamo presi seicento, HAHAHA.” Visto che il mio braccio era fuori uso ho pensato di usare la vescica. Per usare intendo dire che ho tirato una bella bicchierata di piscio caldo caldo sul loro banco del merchandising. Da quel momento è cominciato il nostro bando da Philadelphia.
Non è che vi perdiate poi molto. C’è qualcosa che salva Philadelphia ultimamentequalche buon gruppo con cui hai suonato recentemente?
Bè, non ho la macchina del tempo e non posso riportare alla luce band di secoli fa, ma ti posso dire le bands da evitare. I Man Man fanno schifo al cazzo. Dieci anni fa sarebbero stati un gruppo ska. I nomi finti hanno senso solo se poi sai fare a botte. Dr. Dog è un altro gruppo di merda. Sono entrato in un negozio di dischi e loro stavano facendo un set dentro il negozio. C’erano genitori con bambini piccoli nel pubblico. La maggior parte dei gruppi di Philly hanno nomi tipo Chunky Briefcase e suonano al Khyber quattro volte al mese e dopo quattro anni ancora vivono con la loro ex. Philly è così, ricca e mediocre.
RYAN DUFFY
Il nuovo album dei Clockcleaner, Babylon Rules, uscirà in autunno per Load Records. Il loro CD precedente, Nevermind, è uscito per Reptilian Records.