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DOS & DON'TS
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![]() ![]() Queste persone non si trovano cercandole. Pur essendo un giornalista iracheno con una vasta esperienza, e un sunnita originario di Anbar (la culla dell’insurrezione sunnita), non posso chiedere a nessuno di incontrare i jihadisti. Mi riderebbero in faccia, oppure mi ignorerebbero, o forse mi ucciderebbero. Ma nel dicembre 2006, gli insorti hanno trovato me. E’ stato prima dell’alba mentre stavo guidando su una strada che passa lungo l’Eufrate. Senza preavviso una grossa BMW con i vetri oscurati mi ha tagliato la strada e mi ha obbligato a fermarmi. Tre giovani armati di kalashnikov con i volti coperti sono usciti dall’auto urlando, “Fammi vedere i documenti! Dammi i documenti! Sunnita o sciita? Sunnita o sciita?” In Iraq questa è una domanda che fa la differenza tra la vita e la morte. Gli ho detto che ero sunnita e gli ho mostrato i documenti, ma da queste parti molte persone hanno documenti falsi. Continuavano a farmi domande. “Da che quartiere di Baghdad vieni? Cosa fai nella vita? Chi conosci là?” Io ho risposto a tutte le domande, senza rendermi conto che non stavano ascoltando quello che dicevo, ma come lo dicevo. “Il tuo accento è a posto,” ha concluso il loro capo alla fine. “Se parlavi nel modo sbagliato ti avremmo ammazzato.” Era mattina molto presto, e per qualche ragione i tre ragazzi si sono fermati con me a chiacchierare per un po’. Il capo parlava in maniera rilassata ora, come se fossi suo amico. “Ultimamente gli sciiti dell’Iraq meridionale usano targhe di Anbar, fingendo che il proprietario della macchina sia sunnita. Ma non ci freganoli scopriamo comunque dall’accento, sempre.” “E quindi voi controllate quest’area?” ho chiesto. E lui, “Certo! Questo è l’Emirato di Ramadi!” “Ma se quest’area la controllate voi perché andati in giro mascherati?” “Questo è l’Emirato di Ramadi” mi ha fatto con rabbia. Si è fermato per enfatizzare il concetto. “Che deve essere governato dai veri credenti per la gloria di Allah e del Profeta, la pace sia con lui.” Forse lui controlla il territorio, ma quali erano i confini? Cosa comprendeva? Cosa significava controllare? Negli ultimi mesi la situazione nell’Iraq occidentale è scivolata nell’anarchia. Ovunque minuscoli emiratifeudi auto-proclamatisi tali governati da adolescenti in armivengono fondati ogni notte, o ogni settimana, o ogni mese. Chi può dirlo? Io conosco di persona l’“Emirato di Ramadi”, l’“Emirato di Haditha” e l’“Emirato di Rawa.” Ultimamente un gruppo di ragazzi del piccolo villaggio di campagna di al-Sufia hanno proclamato il loro villaggio un emirato. Sarebbe una situazione ridicola, se non fosse potenzialmente letale per moltissime persone. Da al-Qaim a Baghdad oggi ognuno fa quello che vuole. E’ un casino totale: ci sono villaggi controllati dal governo, aree controllate dai guerriglieri, aree controllate dalle tribù alleate con le forze americane e ancora altre aree controllate da tribù che sono contro gli americani e contro la resistenza. Le zone peggiori sono quelle controllate dagli jihadistigiovani e spietati fanatici come questi tre che stanno qui a parlare con me. Il più giovane dice, “Se vedo uno sciita lo ammazzo di sicuro.” “Non credi che l’assassinio di sciiti possa provocare gravi rappresaglie da parte delle milizie sciite?” gli domando. “Non sarebbe meglio uccidere sciiti a Baghdad?” “Gli sciiti e tutti i traditori e i miscredenti devono essere uccisi subito e in qualunque posto. Ucciderei anche mio padre se tradisse l’Islam.” Queste affermazioni sono vere. Dalla morte di Abu Musab non c’è più controllo, nessun ordine definito. I jihadisti hanno anche ammazzato degli sceicchi che sfidavano il loro potere o che non soddisfavano le loro richieste di armi e denaro. E il risultato: la nostra vita è diventata ancora più assurda. Girano sempre molte voci su quello che è stato messo al bando dai jihadisti. Molto presto si sentirà: “Le zucchine e i cetrioli non saranno più tollerati nella stessa insalata, visto che la zucchina è femminile e il cetriolo maschile. E le capre dovranno portare i deretani coperti, perché così fanno vedere le loro parti intime.” Questo può sembrare ridicolo, ma sono le voci che comandano in Iraq oggi. Come fai ad essere sicuro che questi ragazzi con i fucili lo sanno che è solo una voce? Uno dei guerriglieri ha cominciato a innervosirsi. Perché gli ho fatto delle domande? Chi sono? Hanno cominciano ad essere sempre più tesi ma grazie a Dio hanno cominciato a passare altre macchine, chissà forse erano macchine piene di sciiti, e quindi mi hanno saluto in maniera tradizionale: “Ok, fratello, fai buon viaggio, e che Dio sia con te!” DAUD S., INSTITUTE OF WAR AND PEACE REPORTING |