
PLATOON
Quando Charlie Sheen si unisce al plotone viene trattato come un FNG (fucking new guy), e si lamenta in una lettera a sua nonna del fatto che nessuno gli rivolge parola. Trovo tutto ciò molto diverso da come l’ho vissuto io. Quando sono entrato a far parte della mia unità (Compagnia C, quarto battaglione, 39esimo reggimento di fanteria, nona divisione) sono stato accolto bene. Tutti si sono preoccupati che io capissi come operavamo e come dovevo reagire nelle diverse situazioni. Non era gentilezza, ma sopravvivenza. Il modo migliore per tutti noi di tornare a casa vivi era che tutti capissero qual’era il nostro compito. Attraverso tutto il film c’è tensione tra Willem Dafoe e Tom Berenger. In una scena, Berenger assassina un contadino vietnamita mentre alcuni dei suoi soldati stuprano una giovane ragazza vietnamita. Atrocità del genere capitarono in Vietnam, ma sicuramente non erano affari di tutti i giorni. C’è anche una scena in cui vengono mostrati i soldati mentre fumano erba. Il consumo di droghe non era diffuso nel 196768, specialmente all’interno delle truppe da combattimento. Mi chiedo se Oliver Stone, lui stesso un veterano del Vietnam, creda davvero che i soldati “normali” accettassero questo comportamento.
Quello che mi ricordo di una giornata tipo in Vietnam sono la noia e la stanchezza. Avevo 19 anni allora ed ero in forma perfetta. Potevo andare avanti per settimane intere dormendo pochissimo. Potevo viaggiare per miglia attraverso il peggior terreno immaginabile con uno zaino di 30 chili. Odiavo gli insetti. Consumavo un sacco di energia per scacciarli, ma ad un certo punto ho imparato ad accettare la loro compagnia. La maggior parte dei giorni ero troppo stanco anche per pensarci. Raggiungi un tale stato di fatica, sia fisica che mentale, che non ti importa più di vivere o morire. Ti sembrano la stessa cosa.
Il vero pericolo è la rassegnazione. Inizi ad accettare questa noia come la tua routine quotidiana. E poi un giorno ti imbatti nel nemico. E’ così che accade di solito. E’ la convergenza di due gruppi. Due gruppi che vagano nella giungla, e ognuno cerca di distruggere l’altro.
WE WERE SOLDIERS
Questo film è molto preciso nella rappresentazione dell’aspetto dei soldati americani, e le scene di guerra sono molto ben fatte. L’attore che secondo me spicca maggiormente è Sam Elliot, che fa la parte di un sergente maggiore. Gli i sergenti maggiori comandavano davvero l’esercito. Molti erano veterani della guerra in Corea, e alcuni avevano partecipato alla Seconda Guerra Mondiale. Erano gli uomini che, si sperava, ti avrebbero fatto arrivare al termine dei tuoi 12 mesi.
Verso la fine del mio turno, arrivò un nuovo sergente nel mio plotone, il sergente Johnson. Mi raccontò di essere stato lasciato indietro dalla sua compagnia durante una ritirata in Corea. Lui e uno dei suoi compagni di plotone stavano cercando di ritrovare la strada verso le linee amiche al buio. Incontrarono un soldato nord-coreano che era rimasto isolato dalla sua unità, e lo fecero prigioniero. Johnson sapeva dall’inizio che era stato un errore prendere un prigioniero, perché alla prima occasione che gli fosse capitata li avrebbe fregati. Johnson realizzò anche che non gli poteva sparare, perché facendolo avrebbe immediatamente reso nota la sua posizione. Così gli andò alle spalle e lo strangolò con le sue mani.
Io ero allibito. Nonostante il suo aspetto rude, Johnson aveva dei modi veramente gentili. Guardai le sue mani, e mi ricordo di aver pensato che avrebbero potuto facilmente spezzare il collo di una persona.
FULL METAL JACKET
Il cast è grandioso. Non sono neanche sicuro se Lee Ermey, il sergente istruttore, stesse recitando o meno. Credo che abbia incanalato nella parte le sue esperienze personali. I sergenti istruttori fanno un lavoro orribile. Come si fa a preparare un ragazzino ad affrontare la morte? Come fai ad urlargli in faccia, sapendo che presto potrebbe essere morto?
Le scene in cui Ermey strilla in faccia alle reclute sono isteriche. Trovavamo sempre divertente quando il nostro istruttore gridava in faccia a qualcuno, specialmente quando era qualcun altro.
Nel film, Joker si trova nel mezzo dell’offensiva Tet del 1968. Io ero a Saigon quando successe. Fu surreale. Ero fuori in pattuglia, e mi sono ritrovato ad affrontare una marea di Viet Cong. Ero morto. Poi il capo dei loro sorrise e mi chiese una sigaretta. Il resto della truppa si unì a lui farfugliando dei saluti e ridendo.
Venne fuori che erano una milizia locale che combatteva di casa in casa. Avevano ucciso un paio di VC, gettato via le loro carabine M1, e ora erano pronti per impazzire definitivamente. Barattammo sigarette, ci salutammo, e per mesi non pensammo ad altro che alla fortuna che avevamo avuto.
APOCALYPSE NOW
E’ un buon film, ma sinceramente non ha niente a che fare con il Vietnam, perchè le condizioni descritte sono ridicole. In svariate occasioni si incontrato unità dell’esercito americano totalmente prive di comando o controllo. E’ semplicemente ridicolo. C’era sempre qualcuno in carica. L’unica occasione in cui mi sono ritrovato quasi isolato da chi impartiva gli ordini fu quando atterrammo in una piantagione di riso, e per qualche ragione non avevamo una radio.
Avevo bisogno di raggiungere il capo del plotone per fargli sapere che avevo dei ragazzi feriti, uno morto, e avevamo bisogno di un elicottero. L’unico modo per farlo era alzarsi e correre alla sua postazione. Lui era probabilmente a 20, 25, forse 30 metri da me. Ora, significava esporsi al fuocomi avrebbero sparato addosso. Lo raggiunsi, alle pallottole neanche ci pensavo ormai, e gli dissi “Signore, abbiamo bisogno di un elicottero per portare questi ragazzi in salvo.” Lui prese nota del mio rapporto, disse faremo questo e quello. Io dissi OK e mentre stavo tornando indietro dai miei ragazzi vidi una linea di fuoco di mitragliatrici puntate verso di me. Vidi il terreno tremare di fronte a me. Mi buttai giù, e mi passarono sopra, e mi ricordo di essermi inginocchiato per rimettermi in piedi e di aver cominciato a ridere e poi di nuovo a correre. Sì, perché mi avevano mancato. Trovavo molto divertente il fatto che mi avessero mancato.
TO BE CONTINUED:
DOV’E FINITA LA NOSTRA GUERRA? | 1 | 2 |