Avete mai provato la vera delusione nella vita? Un evento così terribile che avete pensato, “Non riuscirò mai più a riprendermi da questo colpo?” Io si. Due volte. Entrambe le volte a causa di mia moglie. L’anno scorso mi ha organizzato una festa a sorpresa per il 40esimo compleanno. Ed è stata davvero una grossa sorpresa quando mi ha tolto la benda e tutti si sono messi a gridare sorpresa, perché nella mia mente mi ero già prefigurato una situazione in cui lei mi portava in un hotel dove mi aspettava una donna nuda pronta sul letto per una bella festicciola amorosa a tre. Per tutti i 20 minuti del tragitto in macchina fino alla sala dove aveva organizzato la festa mi sono immaginato tutte le posizioni che avremmo sperimentato sfidando la morte e la forza di gravità, procurandomi quello che ritengo sia stato un uccello duro come il ferro. Mentre mi guidava verso la sala della festa il punteruolo nei miei pantaloni già indicava la retta via, e io ho cominciato a cercare la cerniera e ad abbassarla. Poi lei mi ha strappato la benda, e “SORPRESA!” Ed io mi sono ritrovato così, letteralmente a braghe calate. E c’era anche mia mamma. Ciao, mamma. Sono rimasto senza parole. Non stato capace di dire nulla per diversi minuti. Lei ha pensato che avessi capito tutto già da prima, e io, “No, no, è stata davvero una sorpresa”. Gavin McInnes è venuto a salutarmi, e gli ho spiegato tutto. Ha scosso la testa e ha detto, “Questo spiega il gonfiore pazzesco che ti si vedeva dall’altra parte della stanza”.
Allora quest’anno per il nostro primo anniversario di matrimonio mia moglie mi ha fatto un’altra sopresa. E io, idiota che sono, mi sono lasciato trasportare dalla mia fervida immaginazione, e mi sono detto, “Questa volta non può non farmi questo regalo”. E invece può. Di nuovo mi sono ritrovato bendato. Questa volta ho assaporato ogni passo, perché ero convinto che stavamo andando in un albergo vicino casa nostra. E avevo ragione. “Dai, apri gli occhi”, mi fa. Oh, ok. L’albergo era un centro benessere. Ci hai regalato un pomeriggio al centro benessere. E hai portato il vino. E un cestino da picnic con il mangiare. Ma sei dolcissima. Dio, ho cercato di inventarmi qualsiasi cazzata per non mostrare la mia delusione. Mi aveva fatto davvero un bel regalo, e non volevo fare la parte dell’ingrato, ma si è accorta che c’era qualcosa che non andava. Ho mentito, ho detto che era tutto a posto. Il mio uccello eretto intanto urlava da sotto la vestaglietta del centro benessere, “Ehi, basta menate! Non ce la facciamo più!”
Ci hanno mandato in sale massaggi separate. La mia massaggiatrice era una giovane bionda russa. Ancora una volta ho pensato che mia moglie sarebbe entrata nella stanza in tenuta sexy, ma questo non è successo. Poi ho cominciato a innervosirmi. Era un tranello? La giovane russa stava per propormi un pompino? Perché le giovani russe sono addestrate a farlo. Ovviamente io dovevo rifiutarlo. Magari potevo anche fare causa al centro benessere per molestie sessuali. Poi ho cominciato a pensare che probabilmente avrebbero portato il mio libro in aula nel tentativo di screditarmi. “Come può un uomo capace di scrivere certe oscenità aver rifiutato le avance dell’imputata?” Le vendite del libro sicuramente ne avrebbero guadagnato, ma avrebbe spezzato il cuore di mia madre. Poi la giovane russa ha preso alcuni grossi sassi caldi e mi ha chiesto, “Tu piace sasso per tua testa?” Oddio! Ho cominciato a entrare nel panico. Non parlo questo pseudorusso. Tutto quello che riuscivo a pensare era che questa zingara era in grado di leggermi nel pensiero, sapeva che avevo intenzione di farle causa, e ora stava per spaccarmi il cranio con una grossa pietra. Ero terrorizzato. Come Dorothy nel Mago di Oz ho ripetuto tre volte, “Accetto il pompino e non faccio causa. Accetto il pompino e non faccio causa. Accetto il pompino e non faccio causa”. E come per magia ho sentito un calore dietro la testa, e tutto d’un tratto, ero tranquillo.
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Chris Nieratko: "Come Dorothy nel Mago di Oz ho ripetuto tre volte:“Accetto il pompino e non faccio causa".
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