FOTO E TESTO DI STUART GRIFFITHS





avid McGough è stato uno dei primi soldati inglesi ad arrivare in Iraq. E’ diventato caporale nel Royal Army Medical Corps a 21 anni.

David ci ha raccontato, “Noi del corpo dei paramedici abbiamo le stesse mansioni degli altri soldati, servizi di pattuglia e roba del genere. La differenza è che a noi tocca vedere anche le conseguenze della guerra. Vediamo le vittime. Dobbiamo affrontare i massacri, la morte e la distruzione”. David passava 17 ore al giorno a prendersi cura di corpi straziati dalle schegge, ricucendo i corpi di questi morti viventi, e assistendo alla morte di molti altri. Un episodio in particolare lo tormenta ancora oggi. “C’era questa bambina, otto o nove anni. La sua famiglia era morta. Noi cercavamo di essere carini con lei, le davamo un po’ d’acqua, o qualche pezzo di cioccolato. Un giorno abbiamo visto uno della milizia che la impiccava in un vicolo, e abbiamo dovuto prendere una decisione, o andavamo lì e la salvavamo—cosa che avrebbe causato una sommossa e molte altre morti—o dovevamo permettere la morte di una persona. Alla fine è stata impiccata.

“Quando i miliziani sono andati via, l’abbiamo tirata giù e l’abbiamo sepolta. Oggi i ragazzi di 21 anni, come me, vanno in giro a ubriacarsi, ma io quella bambina ce l’ho sulla coscienza, e sarà così per sempre.”

David è stato dichiarato non idoneo e congedato dopo sei mesi, con una diagnosi di disordine post-traumatico da stress. Una volta tornato a casa il suo peso è dimezzato, ha smesso di dormire e ha rotto con la sua ragazza. Sostiene che ad alcuni suoi ex colleghi è stato impedito di parlare con lui. “Non riuscivo ad uscire di casa. Non avevo contatti e tutto mi stava andando a pezzi intorno, e mi sentivo una merda. Gli incubi mi svegliavano nel cuore della notte, e piangevo per ore”.

Da allora David ha tentato il suicidio due volte—una, tagliandosi le vene con un coltello, e un’altra con un fucile puntato alla tempia che si è inceppato.




ave Hart è stato per anni nella Territorial Army quando gli hanno comunicato che c’era la possilità di andare in Afghanistan. Aveva già fatto un’esperienza in Irlanda del Nord, South Armagh, e si era divertito un sacco. Ha pensato che era per questo in fondo che si era arruolato a suo tempo. Ha messo la firma per l’Afghanistan al volo.

Dave ricorda, “La pattuglia di quel giorno non era niente di particolare. C’erano quattro veicoli in fila indiana, e io ero nel primo, che era una Land Rover senza cappotta. Un attentatore suicida aveva appena cercato di entrare nella base americana di Bagram che era a poche miglia di distanza, ma si era imbattuto in un posto di blocco ed aveva deciso di tornare indietro. C’erano alcuni edifici dell’ONU alla fine della strada che stavamo percorrendo, e probabilmente questo tizio voleva colpire uno di quelli, ma invece deve aver visto noi.”

“Probabilmente eravamo un bersaglio troppo appariscente. Mi hanno detto che l’esplosione mi ha sbalzato dal veicolo. Io non ricordo nulla. Il guidatore è morto sul colpo. Il mio compagno Dave era al posto del passeggero e ha perso un occhio. Io mi sono ritrovato al suolo in fiamme. Un paio di ragazzi dell’ONU si sono avvicinati e mi hanno sedato. Il mio sergente ha fermato un mezzo minacciando i passeggeri con le armi, ci ha messo tutti dentro e ci ha portato al campo base internazionale in sette minuti. Io avevo già perso più di tre litri di sangue. Qualche altro minuto e sarebbe stata la fine.”

“Quando ho ripreso i sensi ero in Germania. Questa diamorfina è davvero forte. Sono stato fuori di me per un po’, poi sono andato in coma per due settimane e mezzo. Sono rimasto lì due mesi e poi mi hanno rispedito in Inghiterra, al Selly Oak di Birmingham. E’ stato un peggioramento notevole, una sistemazione davvero da poveracci. Sono passato dal reparto di terapia intensiva in Germania alle sei infermiere del Selly Oak, dove ti mollano su un lettino per tre giorni, ti fanno dare un’occhiata da un terapeuta e poi arrivederci e grazie. E mi sono anche preso il MRSA, un bel virus che ti viene quando stai in un ospedale sporco.”




ssendo nato e cresciuto a Bolton, Andy Barlow ha sempre desiderato entrare nelle forze armate. Non appena ha finito la scuola si è arruolato. Aveva 16 anni. Ha servito senza grossi problemi in Afghanistan e poi in Iraq, ma durante il suo secondo tour in Afghanistan, è finito nella merda. Andy e i suoi compagni sono entrati in un campo minato.

Andy ci ha raccontato: “Uno dei nostri ha perso una gamba mentre scendevamo per questo sentiero di montagna. I ragazzi sono andati ad aiutarlo e qualcuno ha chiamato un elicottero via radio. Il nostro caporale, che si chiamava Pearson, è tornato indietro e ha fatto scattare un’altra mina, anche la sua gamba è partita. Io gli ho messo un laccio emostatico e in quel momento altri due soldati si sono avvicinati—il mio amico Mark Wright e un paramedico che non conoscevo. Abbiamo aspettato per circa un’ora che un elicottero ci venisse a prendere. Quando alla fine è arrivato, un’altra mina è scattata per via di un sasso. Questa mina ha colpito Mark molto forte. Io sono stato gettato indietro di qualche metro con il braccio pieno di schegge, e anche il paramedico è stato colpito. Ho fatto un passo verso Mark, e un’altra mina mi ha strappato il piede, così, secco.

“Mark è morto nel Chinook. Era accanto a me sul pavimento dell’elicottero quando lo hanno messo in un sacco. Sapevo che mi avrebbero amputato la gamba—un’attesa così lunga provoca la cancrena. Mi hanno spostato in Inghilterra, dritto all’aeroporto di Birmingham e poi al Selly Oak. In quel periodo il Selly Oak non era equipaggato per tutti i feriti che arrivavano. Uno dei miei problemi principali è stato che mi hanno messo in un reparto con dei civili. I civili sono le ultime persone che hai voglia di vedere dopo una cosa come quella che è successa a me”.


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