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DOS & DON'TS
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![]() ![]() INTERVISTA DI RYAN MCGINLEY
Ryan McGinley: Tutti i tuoi amici ti conoscono per le tue frasi. Tutti cercano di imitarti. Jack Walls: Ma molta roba non l’ho mai detta. La gente mi dice che ho detto certe cose, io so di non averle dette, e si mettono anche a discutere! Tipo, non ho mai detto, “Gli spaghetti sono dritti fino a quando non li butti nell’acqua calda”. Che significa? Dash Snow si è inventato questa cazzata. E’ lui l’artefice di tutto questo. Non sto mentendo. Guarda, tra tutte le cazzate che dico di solito, mi hai mai sentito parlare di roba da mangiare? Questa è la prova sicura. Io non faccio mai paragoni con il cibo quando parlo di qualcosa. Non è il mio modo di ragionare, fine. Questo articolo si intitolerà “Perché Jack Walls è l’uomo più figo del pianeta”, e questa è la mia domanda. Perché vogliono tutti essere tuoi amici? Capita di sbagliarsi. Dai, sei una celebrità in certi posti. Sì, solo in un posto molto piccolo. Circa tre centimetri di larghezza. La gente fa la fila per conoscerti. Hai avuto dieci vite, una più eccitante dell’altra. Sei stato in marina, in una gang, sei stato un famoso tossico di downtown New York, sei stato il ragazzo del più famoso fotografo della seconda parte del Novecento. Non credo che questo voglia dire molto. Credo di essere uno che è maturato tardi, e per la prima volta nella vita ho deciso di cominciare a dedicarmi sul serio all’arte e alla scrittura, per cui mi sembra di essere un principiante più che altro. Allora c’è una speranza per tutti. Hey, non è finita finchè non è finita, no? Di dove sei? Sono nato a Chicago, nel 1957. Ho vissuto lì fino a quando non mi sono arruolato in marina nel 1978. Facevi parte di una gang, giusto? Ho partecipato ad alcune attività di gang. Ti dico una cosa, stare in una gang è come essere gay. Tutte le cose per soli uomini sono gay, per quello ero sicuro che nella marina mi sarei trovato benissimo. Già da ragazzo ero convinto che psicologicamente fare il soldato, o l’atleta, o il gangster, è una cosa omoerotica. E poi ero un grande appassionato di Jean Genet. Fare parte di una gang era una cosa romantica. Tutto quello che faccio ha qualcosa di romantico, tutto. Raccontami della tua gang. Ci chiamavamo i Morgan Deuces, vivevamo nella zona di Chicago che si chiama Pilsen, e ne ho fatto parte da quando avevo 14 anni, fino a 17. Venivo arrestato in continuazione. Mio fratello rimase ucciso per una storia di gang. Gli spararono. Io e te abbiamo entrambi due sorelle e sei fratelli, uno dei quali è morto prematuramente. E’ una coincidenza strana, no? Com’è stato crescere in una famiglia così grande? Com’eri? Non so, più o meno lo stesso. La gente non cambia. Ti conosco da dieci anni e sei praticamente lo stesso. Forse sei peggiorato un pochino. Pensavo di essere migliorato. Bè, ripensaci. Ti ricordi della prima volta che ci siamo incontrati? Te lo posso dire con precisione. Era giugno 1998. Io ero appena tornato da LA e quel giorno Dwight Ewell, l’attore, mi disse, “Devi incontrare questi ragazzi, sono davvero in gamba”. E io gli feci, “Guarda, non voglio incontrare proprio nessuno, voglio solo andare alla Cherry Tavern”. Ma in qualche modo qualcuno mi convinse ad andare a questo party e lì ti vidi per la prima volta, ti stavi facendo tagliare i capelli. Poi quella notte qualcuno propose di finire la serata a casa mia sulla 29esima, e tu ti sei presentato alle 4. Abbiamo parlato di fotografia. CONTINUED: FACCIA DA CULO | 1 | 2 | > |