DOS & DON'TS















hilip Jones Griffiths è un fotografo gallese il cui libro Vietnam Inc. è stato pubblicato nel 1971. Crediamo che sia il più bel libro mai uscito sulla guerra in Vietnam. Recentemente, Griffiths ha pubblicato un secondo volume sul Vietnam, intitolato Agent Orange: Collateral Damage in Vietnam. All’interno, ha raccolto tutto il lavoro inedito che documenta gli effetti dell’Agente Arancio, il defoliante utilizzato dall’esercito americano durante la guerra in Vietnam. Il lavoro di Griffith dimostra che tutte le cose di cui noi abbiamo paura—cose come la bancarotta, il futuro incerto della repubblica italiana, sentirsi soli—non sono altro che piccole cazzate in confronto all’Armageddon finale che ha colpito la popolazione del Vietnam.

Vice: Ci racconti la storia dell’Agente Arancio?

Philip Jones Griffiths:
Il componente all’interno dell’Agente Arancio che uccide, che causa malattie e la nascita di bambini deformi, si chiama diossina. E’ un veleno estremamente potente. L’America lo ha utilizzato nel sud del Vietnam durante la guerra. Oggi, si giustificano: “Guardate, non l’abbiamo utilizzato per produrre bambini deformi. L’abbiamo fatto soltanto per ripulire certe aree dalla vegetazione troppo fitta, per riuscire a vedere il nemico. Se avessimo saputo quanto fosse pericoloso, non l’avremmo fatto.” Ma è naturale che sapevano esattamente quanto fosse pericoloso.

Praticamente, non gli interessava se a morire fossero gli alberi, i vietnamiti, o entrambi…

Esatto, ma gli stessi effetti subiti dalla popolazione vietnamita sono toccati anche ai soldati americani, anche loro sono stati colpiti dal gas e in gran numero sono morti, mentre quelli che sono riusciti a tornare a casa hanno poi avuto figli deformi.

Avevi sentito parlare dell’Agente Arancio mentre eri in Vietnam, o solamente dopo?

C’erano delle voci che giravano intorno al 1970 e alcune foto vennero pubblicate da uno dei maggiori quotidiani anti-governativi di Saigon. Al tempo il governo insabbiò la cosa sostenendo che fossero sintomi collegati a malattie sessuali, e che la colpa fosse delle prostitute.

Come hai fatto a rintracciare le vittime?

Ho cominciato a fare ricerche negli orfanotrofi cattolici, ma mi è stato vietato l’ingresso ad ogni orfanotrofio o ospedale dove si trovassero dei bambini. Sembrava che ci fosse stato un passaparola allo scopo di tenere la stampa fuori da questa storia. Non sono riuscito a guadagnarmi l’accesso a nessun ospedale infantile di Saigon fin dopo la fine della guerra. Lo staff ospedaliero mi chiamava direttamente in albergo ogni volta che un neonato riusciva a sopravvivere al parto ed era riconoscibilmente umano. Spesso riuscivano a sopravvivere soltanto per alcune ore, quindi mi capitava di ricevere telefonate in hotel nel bel mezzo della notte e di dover correre in ospedale. Le foto delle madri sono forti tanto quanto le foto delle vittime.




CONTINUED:
FIGLI DELL’AGENTE ARANCIO
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