DOS & DON'TS









Foto di Pierre Vassle





on il loro noiosissimo nome, le loro grafiche pulite, il loro sito di ottimo gusto (thestudio.se) e le loro anonime risposte alle nostre pungenti domande (vedi sotto), sembra quasi che il duo electro di Goteborg, gli Studio, stiano facendo del loro meglio per mandarci dritti a Sonnolandia a riposare sul letto più comodo del mondo cullati da un mare di camomilla. Ma credeteci quando diciamo che il loro album d’esordio West Coast è uno dei dischi che ci è piaciuto di più del 2006. E’ vero, è uscito a novembre e quindi suona ancora fresco alle nostre orecchie rispetto a roba uscita a febbraio. Cioè, qualcuno ascolta ancora l’album degli Arctic Monkeys? Vi ricordate?

Gi Studio sono due ragazzi di bella presenza sui 25 anni e si chiamano Dan Lissvik e Rasmus Hagg. Si sono incontrati frequentando le stesse feste per studenti della Scuola d’Arte e si sono uniti. Dan scrive la maggior parte della musica, canta un po’ e dirige la loro etichetta, la Information. Rasmus segue la parte di design della compagnia, Station, gestisce uno psychodisco club, che si chiama sempre Station e da una mano a Dan con la musica. E la loro musica è meravigliosa. Gli invidiosi storcono il muso perché gli Studio suonano un po’ come la band che avrebbero sempre voluto mettere su ma che ancora non esiste. Per i nostalgici del periodo mitico del pop, gli Studio hanno tutti gli ingredienti classici e in più ne inventano di nuovi finendo per suonare come l’incontro fra Talk Talk, Duritti Column, The Rapture e The Smiths tutti insieme a un cocktail party a casa di Grace Jones ad Ibiza nel 1985. Due delle sei tracce su West Coast, “Life’s a Beach” e “Out There”, durano 15 minuti nei quali puoi tranquillamente perderti. Dice Dan: “Abbiamo sempre saputo di avere qualche qualità ma non pensavamo che la gente si sarebbe fissata così tanto con la nostra roba.”

Vice: Leggete molto?

Dan:
No, non tanto. Ho praticamente sempre la musica nelle mie orecchie. Mio papà mi ha regalato un libro di uno storico locale che si chiama Sven Edvin Salije. Dovrebbe parlare delle radici di chi viene dalla nostra parte della Svezia. Una storia alla Robin Hood, dice. Rasmus ha appena finito di leggere Il Padrino, mi pare.

Chi potrebbe scrivere la storia degli Studio?

Mi immagino un avventura di Astrid Lindgren con alla fine un sacco di addii. E’ quella che ha scritto i libri di Pippi Calzelunghe.

Perché Studio? Non mi sembra vi siate sbattuti più di tanto per il nome.

Ho inziato a scrivere canzoni quando ero alla Scuola d’Arte e all’epoca vivevo nel mio studio così quando la gente mi chiedeva che tipo di musica facevo, rispondevo Studio. Poi ho incontrato Rasmus, ci siamo uniti e abbiamo fatto “The End Of Fame”.

Come lo definireste il vostro album adesso?

Fantasticamente strano.

THANDIE NEUTRON