DOS & DON'TS










Illustrazione di Milano Chow


Vice: Qual’é la tua routine quotidiana di scrittore?
Harmony:
Mai avuta una.

Bene, ma oggi cos’hai fatto?
Ho sentito un disco di Mel Street. Letto un’ intervista a Jerry Lee Lewis. Mi sono tagliato le unghie. E ho pensato a un mio vecchio amico che chiamavamo Goldnutts.

Chi è Goldnutts?
Un mio amico di Nashville. Il suo vero nome era Goldberg, ma era californiano e tutte le ragazze impazzivano per lui, ecco il perché di Goldnutts (palle d’oro, ndr). Un anno se n’è andato e nessuno ha mai più avuto sue notizie. In alcuni ambienti del Tennessee è diventato una leggenda. Una lesbica che conosco sostiene di averlo visto lavorare all’Alamo qualche anno fa, ma non abbiamo prove.

Perché scrivi?
Più che altro per far uscire i pensieri dalla mia testa.




uella che segue è una conversazione fra Clint Eastwood e Old Dirty Bastard che ho registrato a Los Angeles in occasione di una proiezione speciale de I Ponti di Madison County. Questa è solo una piccola porzione della trascrizione di una discussione durata più di quattro ore. Tale trascrizione, ancora inedita, fungerà da guida a un romanzo di mille pagine che sto tutt’ora scrivendo e che provvisoriamente si intitola The Diaper of Big Baby Jesus.

ODB: Perché sei vestito come un pellegrino?

CE: Un pellegrino?

ODB: Si, con quel cappello. Quelle scarpe sembrano quelle del Giorno del Ringraziamento.

CE: Sono per un film che sto girando.

ODB: E perché vuoi fare un film con quelle scarpe?

CE: Sto cercando di entrare nel personaggio.

ODB: Reciti la parte di un gay?

CE: Un gay?

ODB: A me sembrano delle scarpe da frocio.

CE: Scarpe da gioco?

Photos by AP
ODB: No, scarpe da frocio.

CE: Pensavo che ti sembrassero scarpe da pellegrino.

ODB: Che differenza c’è?

ODB: Io penso che ci sia una grossa differenza.

ODB: Dirty Harry ti piace ancora?

CE: Cosa vuoi dire?

ODB: Ti piace Dirty Harry?

CE: Certo che mi piace. Era un bel personaggio da interpretare.

ODB: Quand’ero ragazzino, mi divertivo a vestire mia sorella da Dirty Harry e la chiamavo Dirty Mary. Si incazzava. Mi ricordo che una volta mi ha inseguito con una pistola e io l’ho buttata in una pila di legna.

CE: Perché?

ODB: Perché si era talmente immedesimata che credeva di essere te.

CE: Davvero?

ODB: Si, e le si è conficcata una scheggia enorme nel piede.

CE: Mi sa che faceva un bel po’ male.

ODB: Sicuramente, ma in qualche modo dovevo ricordare a Dirty Mary che non era veramente Dirty Harry.

CE: Giusto.

ODB: La cosa più assurda è che quella scheggia aveva la sagoma della Vergine Maria.

CE: Certo.

ODB: Sembrava veramente la Vergine Maria.

CE: Vuoi andare via?

ODB: Via?

CE: L’hai detto tu, no?

ODB: No, non via… Maria… Ho detto la Vergine Maria. Quella scheggia aveva la sagoma della Vergine Maria.

CE: Oh.

ODB: Comunque, quanti anni hai?

CE: Sono vecchio, troppo vecchio.

ODB: Alla fine la gente si metteva a pregare ai piedi di mia sorella.

CE: Perché?

ODB:
Perché la ferita lasciata dalla scheggia sembrava qualcosa di mistico. La gente del quartiere faceva la coda per gettarsi ai suoi piedi a pregare.

CE: Perché la scheggia aveva la forma della Vergine Maria?

ODB: Esatto, Clintdog.

CE: No, sono vegetariano.

ODB: Vegetariano?

CE: Niente hot dog per me.

ODB: Ho detto “Clintdog”, non hot dog.

CE: Si, ho smesso con la carne nella primavera dell’ ’82.

ODB: Lo stesso anno in cui io ho lasciato la scuola.

CE: E’ stato un buon anno per me.

ODB: In quell’anno mi sono fatto la guida spirituale. Era una donna. Un pastore donna.

CE: E’ volato in un attimo.

ODB: Cosa?

CE: Non so perché, ma ripensandoci adesso il 1982 mi sembra un sogno. E’ stato un anno perfetto per me.

ODB: Non ci credo che sono qui seduto a parlare con te.

CE: Si, è strano.

ODB: Tu sei un’icona americana e io sono tipo l’icona americana più reale che esiste.

CE: Si, i miei figli adorano la tua musica. Dicono che sei uno dei migliori.

ODB: E tu lo sai che Dirt Dog ama i bambini, no?

CE: Si.

ODB: Due veri americani. Due Frank Sinatra.

CE: Si. Aveva gli occhi azzurri.

HARMONY KORINE