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| Spankrock |
7
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Yoyoyoyoyoyoyo
Big Dada
Domanda: se questo l’avesse fatto un bianco con un jewfro e gli occhiali, sarebbe nei negozi? Immagina se Paul Barman decidesse di fare un disco di Baltimore Booty-Clap. Non lo odieresti? Beh, qualche pezzo qui dentro sembra proprio che l’abbia fatto Paul Barman: i beat non hanno coraggio e le rime sono forzate e un po’ ridicole. Altri pezzi invece sono geniali, tipo il mitico primo singolo: “Put That Pussy On Me”. Quindi un album misto con un paio di belle canzoni. E un titolo geniale. Secondo me vale l’aquisto.
MACHO |
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PEGGIOR ALBUM
DEL MESE
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LIARS
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COVER DEL MESE
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DISKAHOLICS ANONYMOUS TRIO
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PEGGIOR COVER
DEL MESE
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THE RESEARCH
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| The Roots |
8
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Home Grown: A Beginner’s Guide to Understanding The Roots
Geffen
Sono uno dei gruppi migliori di tutto il panorama Black, eppure sono guidati dalla persona più noiosa di quel mondo, e la loro carriera è piena di pessime decisioni. Ed è un bel po’ che tirano fuori un singolo decente. ?uestlove è un noioso e odioso blog vivente, ma i suoi testi nei libretti sono affascinanti letture da cesso. I loro live sono leggendari, (sebbene solo per gli amanti di quel sottogenere un po’ sfigato che è la jam band Black) eppure il loro ghetto MC represso sarebbe molto più a suo agio su una bella canzone alla Capone & Noreaga. Ecco la guida per capire i Roots. E come dico sempre, anche le loro “rarità” e I loro b-sides sono molto meglio del 90% della merda che passa dal nostro ufficio.
OKAY HATER |
| The Streets |
9
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Hardest Way To Make An Easy Living
679/VICE
Tante band fanno un terzo disco che tratta della fama e di come la cocaina li abbia fatti impazzire. Il 99 per cento di suddetti dischi sono lamenti noiosi e cagosi (es. Standing On The Shoulder Of Giants degli Oasis). Con questo disco il nostro boy Mike Skinner usa gli stessi temi (cocaina/ successo/follia) e li re-interpreta creando un disco divertentissimo che è completamente libero di pianti addosso e pieno di commedia nerissima. E se la canzone sulla morte di suo padre (“Never Went To Church”) non ti fa piangere neanche una lacrimuccia, beh, allora non hai l’anima.
ANDY CAPPER |
| Club Dogo |
7.5
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Penna Capitale
Vibra Records
Briatori è la parola dell’anno. Spacca. E’ il nuovo modo per chiamare il vippume italiano televisivo calcistico da privè. Inventata da Club Dogo. Bravi. C’è bisogno di rap tamarro e abbronzato e contemporaneamente serio e ragionato, tantissimo, specie se è scritto e prodotto molto bene come questo. Se no finisce che pensiamo che tutto è figo, raffinato e ricercato. Invece i ‘ggiovani italiani sono anche e sopratttutto così. E poi c’è la versione 2006 di Cani Sciolti, che solo il titolo commuove come se fosse ancora il ’95.
GANGSTA BOOGIE |
| Carpetface |
5
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Have Mic, Will Travel
New Bias
Il tizio dei Carpetface avrà chiamato il nostro editor inglese 15 volte chiedendo che fine ha fatto il suo disco e quando lo recensiamo. Lui risponde sempre, “Ah già… me lo ricordo. Tipo un po’ hip-hop. Hmm. Non è male. Ah già, il doppio cd. Si, non c’era posto nell’ultimo numero ma nel prossimo lo mettiamo di sicuro. Manda la cover. No, è ok. Grazie di avermelo ricordato.”
PIERO MARTINETTI |
| Sway |
7
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This Is My Demo
All City
Tipo 4 o 5 anni fa l’Inghilterra ha inventato il suo tipo di hip-hop particolare: il grime. Da allora ogni volta che un inglese prova a imitare di nuovo il trad-rap americano normalmente non lo ascoltiamo nemmeno. Detto questo, Sway ci ha fatto drizzare le orecchie: riesce a mischiare il senso dell’umorismo di Slick Rick con la realtà di casa inglese alla Roll Deep, switchando a destra e a manca da beat hip-hop a riddims grime minimali e violenti. L’unico problema è che quando va in double-speed sembra un tagliaerba con la sindrome di Tourette. Non ci serve un Twista inglese.
JAIMIE-JAMES MEDINA |
| Dem Franchise Boyz |
7
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On Top of Our Game
So So Def
Questa è snap music, ed è la nuova roba in arrivo da Atlanta! Le produzioni fanno ridere, le rime sono ridicole, gli argomenti toccati vanno dai bling bling alle t-shirt bianche. Adoro questa roba! I prossimi pronti a spaccare sono i Trap Squad con la loro maga-super-hit razzista e omofobica, “Fuck With Ya Boy!”. Whassssup!
BLAQUE PAK |
| Massive Attack |
6
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Collected
Virgin
Il vecchietto con la faccia da topo e i suoi fratelli cannabinoidi non mi hanno mai fatto impazzire. Sono sempre stato più un uomo Portishead. Intesi?
PRINCE WILLIAM MACHO |
| The Knife |
9
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Silent Shout
Brille
Siamo di fronte a una di quelle fantastiche visioni macabre che sembra uscita dal cervello di Tim Burton per essere realizzata da Moroder. Silent Shout è l’album più assurdo dei The Knife. A parte le sbalorditive melodie e la produzioni fantastiche, Olof Dreijer è riuscito lungo tutto il disco a dare un effetto alla voce della sorella Karin tale da farla sembrare un satanico troglodita androgino. Non so come cazzo fanno, ma più si spingono oltre, più diventano popolari.
THANDIE NEUTRON |
| Matmos |
5
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The Rose Has Teeth In The Mouth of A Beast
Matador
10 tracce di “campionamento virtuoso” ma non fa ridere come A Chance to Cut Is A Chance To Cure. Se però ti piacciono i “suoni strani” e i “funky beats” magari ti piace. È come se avessero dato una di quelle pianole piene di rumori buffi (ehi, giarda, gli animali! No, Aspetta, la tosse! Etc etc) agli Autechre e li avessero costretti a fare un disco usandoli tutti.
MATT MELANGE |
| Justice |
9
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Waters of Nazareth
Because/Ed Banger
I Justice sono due geni parigini che sono esplosi due anni fa con il remix di “Never Be Alone” dei Simian. Da quel giorno hanno cominciato a scoparsi la strada fra tutti i locali più chi-chi del mondo, seducendo tutte le persone giuste con la loro techno epilettica. Un altro trionfo per loro, senza sforzi, un maleducato episodio di plastica che ti farà ancora più ridere dopo la terza botta di popper.
JENNIFER JUPITER |
| Dandi Wind |
5
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Nofuncity
NOIZE!
Appunto personale: A quanto pare la musica che alcuni chiamano electroclash non è morta, anzi. Il suo contercersi inebriante le ha fatto fare un sacco di amici su myspace. Vive tra Berlino, Londra e Toronto. È pure una bella figa, alla fine della fiera, e le darei anche una botta, se non fosse che è tutta appiccicosa e coperta di glitter.
TEO SPEREO |
| Nightmares on Wax |
3
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In A Space Outta Sound
Warp
Più che un Nightmare, uno di quei sogni sconclusionati che fai talmente spesso che nel momento in cui ti svegli, te li dimentichi. Però, è On Wax.
DUDE MCNUDE |
| V/A |
7.5
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Melodic Today
Melodic
Sembra che la Melodic, giovane etichetta di Manchester, unisca acoustica, electronica, techno-hiphop e rock corale senza apparire come una label idiotica messa su da un gruppo di idioti. Un lavoro duro, davvero duro. Ma gli è anche riuscito bene. Peccato che non gliel’avesse chiesto nessuno.
HORACE McWHIRTER |
| Oxbow |
10
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Love That’s Last
Hydrahead
E’ chiaro che non c’è speranza per quelli di voi che non hanno realizzato che gli Oxbow sono una delle band migliori del mondo ora come ora. Forse questo CD più DVD potrebbe aiutare. Una compilation di rarità di ben sedici anni di carriera di roba spessa, gioia immensa e rimpianti senza pietà. Se non avete mai provato l’esperienza davvero unica di sentirli live, il DVD è un buon modo per gustarvi lo stile unico da teatro intimista del frontman Eugene Robinson. Bellissimo, heavy e terrificante, tutto nel giro di pochi secondi. Dei capi.
NATHAN BENNET |
| Liars |
0
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Drum’s Not Dead
Mute
Il palloncino pieno di merda che sono i Liars sta cominciando a sgonfiarsi, e qui registrato per il vostro piacere, vi posso presentare la gentile scoreggia che ne significa la morte. E che modo patetico di dire addio: un triste tentativo a un concept-album pieno di personaggi chiamati Drum o Mount Heart Attack (non scherzo) che a quanto pare conversano in suoni drone e ambient senza arte. Quindi, senza più neinte da fare, avendo finito i materiali extra dell’ultimo “sforzo”, i Liars ora provano a imitare i Residents. Malamente. Beh, ci avete provato, ragazzi, e non è andata neanche male, considerando tutto. Adesso per favore andate in pensione per il resto della vostra vita.
ARTIE PHILIE |
| Yeah Yeah Yeahs |
8
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Show Your Bones
Polydor
Nessuno riesce a far entrare la parola “art” nella frase “questo party è fighissimo” come riescono a fare gli Y3’s, che con questo disco vanno ad ampliare la loro già brillante discografia. Il disco che avrebbero fatto i Sonic Youth dell’era Sister se si fossero scontrati con Fleetwood Mac del periodo Tango In The Night. Adesso possiamo chiamarla Karen O-Mio-Dio? Si?
LIL’ MINTY |
| Backyard Babies |
6.5
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People Like People Like People Like Us
Century Media
Quando l’ ho visto la prima volta aveva quei pantaloni tartan strettissimi con le Chuck Taylor nere rovinatissime, una t-shirt degli Exploited senza maniche e il chiodo. Venni nelle mutande e un’ enorme nuvola a forma di cuore si materializzò sopra il locale. Lo volevo. Doveva essere mio. Cazzo che carisma. Pogava lui, pogavano tutti. I suoi amici lo adoravano, lo imitavano, li aveva in mano. E poi sputava per terra mentre parlava. Oddio, mi faceva impazzire. Riuscii a baciarlo quella sera stessa, sapeva di vodka e redbull. Tutti nel 2006 sapevano di vodka e redbull, me lo ricordo come fosse oggi. Quella sera suonavano i... cazzo non mi ricordo il nome. Quelli di people like people like people like us. Orecchiabile.
SWEET GIULIA |
| Slackers |
2
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Peculiar
Hellcat
Alè, il nuovo degli Slackers! Che giornata fortunata! Il mio cestino sono giorni ormai che è li triste e solo. Sembra che nulla possa consolarlo. Ho provato coi complimenti, con le barzellette, l’ho addirittura fatto vincere a Scarabeo. Niente. Ma quando arriva un pacchettino Hellcat, devi vedere come si emoziona! Mi giro e gli faccio “Vediamo cosa c’è qua, un altro disco ska?” e plop, glielo do in pasto. E lui ride felice.
CREEP IN THE CELLAR |
| Polysics |
6.5
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Now is the Time
Tired and Lonesome
Non ho sentito quel disco dove Neil Young era influenzato dai Devo, ma penso che potrebbe avere questo sound, cioè la musica di un quiz televisivo dei primi anni ’90 mirato ai bambini di 6 anni. Divertente che siano giapponesi e che stiano facendo da spalla ai Kaiser Chiefs, ma 20 minuti di sta roba mi irriterebbero fino alla morte, tipo la suoneria cazzuta di un tuo collega. O i Bis, se te li ricordi.
THE MAJOR |
| Be Your Own Pet |
8
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Be Your Own PET
XL
Se non fossero così intelligenti sarebbero puro punk. Questo disco dura così poco che ti farà pensare di essere troppo vecchio per apprezzarlo. No, davvero, così pieno di divertimento e idee che ci avrebbe dovuto pensare la Giant Drag. Ma non eccitatevi troppo, ragazzi, fra un annetto o due sarete bravi come gli Yeah Yeah Yeahs.
MALE BIMBAUGH |
| The Drips |
7
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The Drips
Wichita
Un nome di merda non ha fermato gli Arctic Monkeys. Altro rock’n’roll semplice semplice, fatto dal tizio dei Distillers. L’equivalente musicale di mettere la testa fuori dal finestrino di una Cadillac e lasciare che la lingua ti sbatta contro la faccia. Certo, magari ingoierai un insetto, ma fottitene, amico, gli insetti sono gustosi.
LASSIE |
| Don Caballero |
9
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World Class Listening Program
Relapse
Prima di tutto io sono un batterista quindi amo Damon Che. È un gentiluomo ed è anche il mio batterista preferito di tutto il regno animale. Secondo, anche senza Ian Wiliams (che è adesso negli ultra nerd Battles) i Don riescono a fare musica pesantissima, proggy e intelligente, bella carnosa come una bistecca di carne d’orso. Terzo, puoi di nuovo guardare male tutti i poveri sfigati fermi sui 4/4.
DUSKER WHO |
| Dresden Dolls |
5
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Yes, Virginia
Roadrunner
Non so se sia trendy amare questo gruppo. Li ho visti in televisione e mi sembrava avessero qualcosa di sbagliato. Poi hanno suonato dal vivoe lei suona il piano e lui la batteria con un look mega-incazzato ma barocco, tipo quello di V per Vendettae mi sembrava ci fosse qualcosa di davvero sbagliato. Penso piacciano ai ragazzini goth e alla gente con dei problemi emotivi e ai francesi. Ma le canzoni non sono male. Non sto dicendo che hai bisogno dei Dresden Dolls nella tua vita- anzi probabilmente non ne hai. Però, direi, non so, boh. Considerali.
DAVID BERGMAN |
| Graham Coxon |
7
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Love Travels At Illegal Streets
Parlophone
Graham nei primi quattro dischi si è dedicato totalmente a quel suono che tanto sta sul cazzo a Demon, giusto per dargli fastidio. Col quinto, ha provato un disco pop migliore di Think Thank, giusto per dargli fastidio. Col sesto sembra essersi dimenticato di Damon, e sembra aver riscoperto Daltrey e le donne. Sta proprio diventando un papà modello.
BRANDON BLOCK |
| Placebo |
6
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Meds
Virgin
Fanculo tutti quelli che schifano i Placebo perché pensano che il cantante sia un nano malefico e gli altri degli scarti delle statue di cera di Michael Jackson. L’hanno mai sentito un disco dei Placebo? Mi sa di no. Nessun gruppo al mondo può competere con loro in materia di indie-gothic e sinistri versi di masochismo nichilista. Come tutti gli altri, anche questo loro disco parla di droghe (Meds sta per medicinali, chiaro?) e di quanto siano fantastiche, ma anche di quanto non lo siano. Il fatto è che sono dieci anni che ascoltiamo i lamenti di Molko sulla droga e sulla depravazione. Non si è ancora annoiato di versare lacrime sulla stessa canzone da anni? Evidentemente no.
VISCOUNT HUGH BEHAVE |
| The Research |
6
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Breaking Up
At Large/EMI
E se Phil Spector fosse nato 40 anni dopo, si vestisse come Zane Lowe e decidesse di registrare male nella sua cameretta? Le canzoni sono anche carine, ma per favore, Phil, usa uno studio, o almeno che ne so, un masterizzatore.
JAIMIE HODGSON |
| John Maus |
6
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Songs
Upset! The Rhythm
Synth-prog un po’ disarmante da uno degli amici di Ariel Pink che suona molto come un disco di Ariel Pink. Su “Real Bad Job” si lamenta di non avere un bel lavoro. Zio, qui c’è scritto che hai un dottorato in Filosofia Tedesca, quindi è ovvio che non trovi lavoro. Cosa vuoi, che la gente ti paghi per discutere di metafisica?
MANFREDO QUESO |
| Semifinalists |
6
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Semifinalists
Regal Bear
Questi ragazzi posseggono tutti dischi di ottimo livello, che è ottimo se hai un negozio di dischi e un po’ meno ottimo se sei una band. E infatti sono tutto un fiorire di Mercury Rev/SigurRos/ Spiritualized. Nulla di male per carità. Si dice sempre che la quiete dopo la tempesta è bene. Va un po’ meno bene se arriva dopo un lungo periodo di calma piatta.
STEVE CHICKEN |
| Islands |
7
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Return to the Sea
Rough Trade
Roba estiva fatta da due tizi degli Unicorns e anche due altri tizi che non sono negli Unicorns. Come per il loro vecchio disco, puoi rimpiazzare completamente tutte le liriche con miagolii senza perdere un grammo di valore musicale totale, che nel mio caso è il test fondamentale per denominare la vera buona musica dal resto della robaccia sulla mia scrivania (sul serio).
TOMHARD LANKIN |
| Neil Diamond |
2
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12 Songs
Columbia
C’è un pezzo in uno dei documentari su Johnny Cash dove sua figlia Roseanne, a proposito del disco di suo padre prodotto da Rick Rubin, afferma che “nessuno può salvare veramente e del tutto un’altra persona.” Poi pensi che Rick Rubin ha provato lo stesso approccio con Neil Diamond (dopo averci provato anche con Donovan) e deduci, “Roseanne ha ragione. Se una cosa fa schifo e tenti di rivalutarla, non fai altro che far venire a galla lo schifo”.
JENNY JACKSON |
| The Essex Green |
9
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Cannibal Sea
Track And Field
Ragazzi il disco pop più coeso in memoria recente. Cosa vuol dire? Che è tipo i Byrds, i Flying Burrito Brothers, i Monkees, ma visti attraverso gli Shins e accompagnati da Jens Lekman, tutti insieme su una barca ma meglio, senza sbavature, come se la barca avesse un sistema per non ondeggiare troppo e il mare fosse quasi piatto ma non proprio. Capisci cosa sto cercando di dire? Forse c’è una parola per descriverli, senza dover usare metafore del cazzo... Ah, già! C’è. Coeso.
TEODORICO |
| The Organ |
9
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Grab That Gun
Too Pure
Lo sapevi che Robert Smith e Morrissey hanno avuto 5 figlie lesbiche a Vancouver? Chi sarà stata la madre? Ad ogni modo, le 5 figlie hanno messo su questa band che quando l’ascolto penso di essere coperto in un calda melma fatta di desideri romantici.
MISTER MERLOT |
| Gotan Project |
5
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Lunatico
Ya Basta!/Discograph
Chi si ricorda Rondò Veneziano? Rifacevano brani di musica classica in versione electro anni ’80 e si presentavano come un gruppo di violinisti vestiti come il doge il giorno delle nozze di sua figlia. Riempivano le autoradio delle Ritmo verdi dirette in Calabria per riabbracciare parenti e amici. Trash. Non so se gli argentini tornano al paese d’estate e non so se con la Ritmo (o el Ritmo magari). Se lo fanno, nell’autoradio mettono Gotan Project. Della serie, ho mischiato le mie origini con il mondo fighissimo e minimalista in cui vivo.
TEENAGE TIGER |
| Youngblood Brass Band |
5
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Is That a Riot?
Layered Music
Nelle stanze segrete della grande industria discografica, enormi calcolatori sono al lavoro 24 ore al giorno alla ricerca della perfetta combinazione musicale da lanciare sul mercato. Quando recentemente una macchina di queste se n’è uscita con le parole “jazz”, “punk”, “banda musicale di paese” stampate su foglietto, il manager Brad Saxworthy deve aver pensato ad un errore. Ma poi il suo capo, Larry Edwards gli ha detto “Fottitene Brad. Facciamolo e basta.”
’OL CURLY |
| Whitehouse |
10
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Asceticists
2006-03-30
Susan Lawly Anche se non è “accessibile” come Birdseed o Cruise, questo mantiene i livelli vertiginosamente alti degli ultimi due dischi. I mantra di William Bennett corrono come incubi per tutto il disco, chiedendo all’ascoltatore di domandarsi ogni possibile domanda su loro stessi e sulle loro vite. A volte è così nichilista, violento e dark che ti ricorda una versione più sofisticata dell’era Right To Kill, sia musicalmente che come sentimenti (pesante). Per favore state attenti ad ascoltare sto disco. Non c’è nessuna band al mondo che raggiunga questi livelli. Adesso ripetete con me: “Favourite Google search: Russian orphanage / Ruthlessbabysitting / Elite Gymnastics!”
ANTHONY CORPER |
| Final |
8
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3
Neurot
Justin Broadbrick dei Godflesh e dei Jesu esce con musica elettronica molto dark e lentissima da ormai 15 anni sotto il nome di Final. Questo è il suo terzo disco, e come gli altri, serve a farti addormentare lentamente pensando che tutto vada bene ma poi ti svegli e ti rendi conto che non sei affatto riposato.
CANDI APPLE |
| Diskaholics Anonymous Trio |
5
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Weapons of Ass Destruction
Smalltown Superjazz
Ma come siamo strani oggi! Thurston Moore, Jim O’Rourke e Mats Gustafsson passano un ora a improvvisare free-jazz ma in realtà ti stanno mentendo perché non è affatto free-jazz, ma un grosso scherzo per vedere quanto resisti prima di schiacciare stop.
DUKE KENSINGTON |
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