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DOS & DON'TS
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Secondo una nostra fonte anonima (ebbene si, anche noi abbiamo le nostre fonti, come i giornalisti veri), collegata con l’ISI Pakistano (i loro servizi segreti), Osama Bin Laden vive da un anno nell’area della Xinjiang, regione cinese di maggioranza musulmana, nota come la Taxkorgan Tajik. L’intelligence americana, inglese, e pachistana lo sta sorvegliando da settembre dell’anno scorso, ed è proprio da quel periodo che le agenzie dei tre paesi stanno intavolando un dialogo con il governo cinese. Ci sono segni che lo scoop sia vero: sebbene le autorità cinesi rifiutano di commentare, le autorità regionali hanno appena trasferito uno squadrone nell’area per “training antiterroristico.” Sforzandosi di mantenere rapporti rilassati fra le due superpotenze del mondo moderno, il governo pakistano, seguendo direttive delle forze speciali americane, ha spostato un “numero elevato di truppe” sul confine cinese. Questa notizia confermerebbe un’articolo apparso su Vice nel 2002, il quale sosteneva che Bin Laden fosse presente in Cina già mesi prima dell’undici settembre, forse anticipando gli attachi al regime Talebano nel vicino Afganistan. “Se ci pensi, è completamente logico,” sostiene la nostra fonte anonima, “Bin Laden non è un idiota: è naturale pensare che abbia organizzato un nascondiglio perfetto per evitare ritorsioni dopo l’attacco al WTC, e francamente, non riesco a immaginare posto migliore della Cina. L’America non ci può fottere.” Ma ci sono anche elementi della società civile pakistana che non apprezzano il rischio di un confronto militare con la vicina superpotenza. Un comunicato ufficiale scritto da un ufficiale ISI nel tardo 2005 contiene accuse serissime verso il governo di Musharraf, reo di aver strumentalizzato le truppe pakistane per usi geopolitici, e di rischiare il peggio posizionando battaglioni sul confine cinese. “I pakistani avevano paura di essere tirati nel mezzo di un conflitto geopolitico mondiale, ovviamente. Non volevano fare il lavoro sporco per l’America. Quando ho intercettato questo comunicato, non avevo idea di cosa trattasse. Perchè provocare i cinesi con l’aiuto dei pakistani? Poi ho cominciato a scavare. Non ero pronto per una scoperta così sconvolgente.” Gli americani stanno sorvegliando quest’area dall’estate del 2005 aver intercettato una telefonata che poteva essere una conversazione tra Osama e un luogotenente di Al Qaeda. Poi a settembre hanno stabilito con certezza che si trattasse di Bin Laden grazie all’aiuto dei satelliti spia. “Quando ho visto le foto satellitari sono rimasto di stucco. All’inizio non lo riconoscevo, ma quando sono riuscito a mettere le mani sul supercomputer della CIA (come in quell’episodio della Signora In Giallo), allora sì che mi sono cagato addosso.” EDOARDO MORETTI |