DOS & DON'TS








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Il mio interesse per la sicurezza nazionale è nato quando lavoravo come benzinaio, a Hamilton, nel New Jersey. Un giorno notai un gruppo di cinque giovani Medio Orientali nel nostro parcheggio. Parlavano, in arabo, sui loro cellulari usando tessere prepagate che avevano appena comprato dal nostro benzinaio. Voglio specificare che si trattava di ottobre 2001, poco dopo l’attacco al WTC. Avevo letto che due kamikaze lavoravano come benzinai e che usavano i cellulari per organizzarsi. Il mio cervello esplose di scoregge. Decisi di condurre un’indagine.

I sospetti erano molto sospettosi. Vivevano insieme in un appartamento senza lavorare. Andavano in giro sempre insieme, usando i mezzi pubblici nonostante avessero un’automobile. Ogni mio dubbio veniva fugato piano piano, non riuscivo a credere che questi tizi fossero semplicemente altri 5 immigrati venuti qui a lavorare per $3 all’ora. Chiamai l’FBI, ruttai due volte, e gli dissi cosa avevo visto. L’Agente W. venne a casa mia quel pomeriggio per interrogarmi. Gli consegnai i miei documenti, incluse le foto dei soggetti e della loro macchina, e i codici delle schede prepagate che avevano comprato al mio benzinaio. Il primo grande passo che feci in questa carriera fu proprio questo: credere che le mie osservazioni, le mie deduzioni, e i miei sospetti, potessero in qualche modo influenzare le decisioni nazionali del nostro stato e di aiutarci a vincere questa guerra.

Quello fù solo l’inizio di una lunga collaborazione fra me e l’apparato di sicurezza nazionale. I federali mi stanno usando in ogni modo: a volte scrivo lettere alle riviste su argomenti scelti da loro, o mi infiltro alle manifestazioni di ecologisti. Non ne sono troppo felice, ma non provo vergogna quando dico che approfitto di amicizie personali per le mie indagini—come Hider, la guardia notturna. Hider è un tipo simpatico, ma la sua fede lo lega incontestabilmente ai suoi amici musulmani, e al veleno estremista che scorre dalla moschea dove lavora. Sento gente lamentarsi tutto il tempo di cose come “violazioni della privacy” e “propaganda” e mi chiedo se non si sentono fortunati a non essere coperti di napalm o infilati, nudi, in una piramide umana. Questo è quello che succede quando sei dalla parte degli “oppressi” in altri paesi—se essere seguito dall’Fbi è il peggio che ti può succedere in America, pensa al tuo collega musulmano cinese al quale strappano le unghie dei piedi tutti i giorni in un gulag in mezzo alle montagne a ringrazia il tuo Dio di vivere negli Stati Uniti. Peace!

PATRICK HENRY, JR.