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Questo numero di Vice è speciale. Ogni redazione ha passato una setttimana immersa pienamente in una realtà di confine. In questo numero troverete il resoconto del viaggio fatto dalla redazione italiana sul Carso, e parte di quello della redazione inglese a Barra, nelle isole Ebridi al nord-est della Scozia.

I cittadini italiani di estrazione slovena presenti su tutto il territorio nazionale sono più o meno 120,000, e la maggioranza di questi vive nella provincia di Trieste (o Trst), con una relativa maggioranza sul Carso (Kras). La maggior parte dei paesi (Opicina, Trebiciano, Rupingrande, Contovello, Prosecco, etc,) è composta da abitanti che non esitano a definirsi Carsolini prima, Sloveni poi, e Italiani mai.

La popolazione Slovena sul Carso è pienamente tutelata dalla regione, con scuole pubbliche italiane in lingua slovena, cartelli stradali bilingue, e vari disegni di legge dedicati alla loro intregrazione e al mantenimento della loro cultura. La realtà, però, è molto diversa dalla teoria. Le autorità italiane non hanno mai chiesto scusa per i terribili danni fatti agli sloveni sotto il fascismo (centri culturali incendiati, scuole chiuse, lingua bandita, centinaia di prigionieri politici condannati a morte dopo processi farsa, etc...). Le leggi già esistenti sono state “solo parzialmente applicate.” E inoltre, le due comunità vivono spalla a spalla ma si ignorano, quasi come se l’altra non esistesse. Prova a trovare un gruppo di 5 o 6 Sloveni parlare la loro lingua ad alta voce in un qualsiasi bar di sabato sera a Trieste.

Alla fine abbiamo scoperto che i Carsolini, sebbene un po freddini verso due sconosciuti armati di laptop, registratore e macchina fotografica, sono amichevoli, ironici, casinisti, e molto fieri delle loro origini. Alcuni dei Carsolini più cool che abbiamo conosciuto sono:

Martina Kosmina, che ha dedicato 5 giorni a fare da nostra cicerone in giro per tutto il Carso e trovandoci 253 numeri di telefono diversi. Ha anche scritto l’articolo sul Bilinguismo a pagina 36.

Janko Petrovec, un attore e produttore del Teatro Stabile Sloveno di Trieste, che ci ha raccontato un sacco di cose sul suo lavoro e sulla storia della minoranza. Trovatelo a pagina 26.

Gorazd Pucnik, che ci ha aperto le porte del suo istituto con grazia e gentilezza. Leggete di lui a pagina 28 e 30.

E altri come Walter Bullo, Mara Pavatich, Mathias Berzi e tanti altri ancora. Inoltre la nostra redazione inglese ha conosciuto John Sinclair, che ci ha spiegato perchè vivere a Barra è fantastico, il Consigliere Regionale Donald Manford, e Toots & Ian, i Romeo e Giulietta delle Ebridi.


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