DOS & DON'TS








Ian e Toots condividono un momento romantico. Foto di Jamie-James Medina





Sono originaria di Vatersay, una piccola isola non lontana da Barra. La popolazione è di 80 persone. Mio marito Ian è di Barra, sebbene io pensassi che non mi sarei mai sposata con un ragazzo di Barra. Fino al 1991, eravamo separati da Barra dall’acqua e ci volevano 15 minuti di traghetto per arrivarci. Il traghetto veniva cancellato se c’era brutto tempo. Il che era perfetto perché se pioveva saltavamo la scuola. Urrà!

Anche se siamo contenti che abbiano costruito il ponte, Vatersay era davvero un bel posto prima che lo facessero. Potevi passare tutto il giorno a sparare ai conigli o pescare. Tutti conoscevano tutti e potevi guidare la macchina non appena arrivavi coi piedi ai pedali.

In ogni caso siamo felicissimi che abbiano fatto il ponte. Penso che senza adesso Vatersay non esisterebbe più.

Quand’ero piccola alla gente di Barra non piacevano affatto quelli di Vatersay. Se andavi a scuola a Barra, ti prendevano in giro continuamente. Erano convinti che noi fossimo arretrati e quindi non perdevano occasione per offenderci.

Per ciò che mi riguarda, i sentimenti erano reciproci. Ho sempre pensato che i ragazzi di Barra fosseri degli stupidi arroganti. Stavano sempre in macchina, ad ascoltare musica irlandese o country col volume a palla. Facevano i giri dell’isola andando velocissimo e urlando dietro a chiunque avesse sedici anni. Ho sempre pensato che fossero un gruppo di “numtees”- che era il mio modo di dire vigliacchi, stupidi, senza palle. Mio marito, comunque, era diverso. Mi è sempre piaciuto e penso di esserle sempre piaciuta ma era molto timido.

Tutti i suoi amici gli facevano: “O mio Dio Ian,è cosi carina” e lui: “Dai, è solo un’amica”, e io ero preoccupatissima che non saremmo mai riusciti a metterci insieme.

Era la mia terza settimana di lavoro al bar dell’Hotel Heathbank e lui era li coi suoi amici e mi chiese a che ora staccavo. Gli dissi alle sette, e lui mi chiese di cenare insieme. Accettai, così alla fine del mio turno, staccai dal bar e cenammo al ristorante dell’Heathbank. Se non sbaglio lui prese la carne e io il pesce. Penso che il giorno dopo fosse sabato e ci fosse una festa al Castlebay e quella fu la sera in cui “chiudemmo il contratto”. Siamo sposati da tre anni e io vorrei dei figli, anche se penso che Ian non sia ancora pronto.

“TOOTS”
Appena finita l’intervista, abbiamo offerto da bere a Ian, il quale si è messo ad urlare “Se vuoi puoi scoparti mia moglie ma solo se riesci a farla venire!” Ian, amico, ti vogliamo bene ma questa cosa ci ha fatto uscire dai gangheri.