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Foto di Erika Rossi





Ho sempre vissuto a Trieste, ma 8 anni fa mi sono trasferito qui a Banne, sul Carso. Venire dalla città mi ha permesso di confrontarmi con situazioni che non avrei mai avuto modo di vivere, mi trovo a compiere azioni che non avrei creduto di compiere, come spaccare la legna o coltivare la terra.

La città non mi manca. I miei genitori sono italiani, e mia nonna è slovena, ma avendo fatto le scuole italiane, non parlo lo sloveno. Mi spiace perchè ho sempre voluto impararlo, vivo a metà fra più situazioni ma non riesco a comprenderle a fondo tutt’e due. Adesso la gente del paese, scherzando, mi prende in giro. È strano essere fuori con i tuoi amici e non capire cosa si dicono fra di loro.

Ma conoscevo già molte persone di Trebiciano e dell’altipiano in generale, adesso ho modo di frequentarli più spesso. È bello confrontarsi con ragazzi della mia età che sono cresciuti in realtà più piccole, più unite. Ho trovato un diverso modo di dialogare, più profondo. Qui si conoscono meglio, da quando sono piccoli, è come crescere con una persona vicino, come se fosse una grande famiglia. Puoi saltare tutte le formalità che ti vengono imposte ogni giorno dalla città e dalle sue facce sconosciute.

Entrando in questa realtà sono riuscito ad ambientarmi subito in questo modo di rapportarsi alla gente. Poi se due persone parlano in sloveno davanti a me evidentemente stanno pralando dei fatti loro. In realtà sono io ad essere pigro, dovrei impararlo meglio.

Ho un piccolo studio di oreficeria. Ho sempre avuto la passione di creare oggetti. Ho provato con diversi materiale, dal legno, all’argilla, alla pelle, poi mi sono concentrato sull oreficeria, sulla lavorazione dei metalli nobili, e ho studiato a Vicenza alle scuola d’arte e mestiere. Da quando sono qui ho avuto modo di conoscere diversi altri artigiani e artisti. Lavoro per conto mio, in proprio, su commissione, ma spesso collaboro anche con altri orafi triestini. Principalmente faccio fibbie per cinture, un oggetto utile all’umanità: ti tiene su i calzoni. Mi piace la funzionalità dell’oggetto, fare oggetti giusto per abbellire, se non ce n’è bisogno, mi sembra uno spreco. Qui sul Carso non ci sono molti orafi, ma tanti artigiani che lavorano la pietra e il legno.

Come dappertutto anche qui ci sono diversi punti di vista su come interpretare la quotidianità, sia a livello pratico, che anche a livello politico. Resta il fatto che qui vivi in maniera tranquilla, vivi buone giornate, e ogni giorno conta. Sei circondato dalla natura. È una cosa importante.

Questa differenza fra Triestini e Carsolini è un pò nel passato, ormai abbiamo la televisione anche sull’altipiano, ci sono le scuole, reali motivi d’attrito non ci sono più. A parte la storia. Ma ormai, con le automobili, la città è salita sull’altipiano. Non ci sono più confini. Andranno via via sparendo, e resteranno solo le tradizioni.

MATHIAS BERZI


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