DOS & DON'TS








Foto di Neil Thomson





Quand’ero giovane, vent’anni fa, il senso della famiglia era molto forte. Le famiglie qui erano all’antica e lavoravano tutte insieme per tirare avanti. Oggi non è più lo stesso. Se un ragazzo chiede “Voglio prendermi una vacanza” i genitori dicono, “Okay”.

Quando avevo 15 anni e facevo il pescatore, chiesi ai miei se potevo fare una vacanza e loro mi risposero “Per quale dannato motivo dovresti prenderti una vacanza?”

Pescavo, ma non mi piaceva proprio. L’unico motivo che mi spingeva a farlo era che potevo stare in barca col mio fratello gemello. Non mi andava di farlo, ma una volta qui dovevi fare qualsiasi cosa la tua famiglia ti chiedesse, quindi ero obbligato. Un giorno, avevo 15 anni, decisi di saltar fuori dalla finestra della mia camera e prendere il traghetto qui fuori per scappare via.

Quando mia madre si accorse che ero saltato fuori dalla finestra e stavo aspettando il traghetto per andare in continente, chiamò il prete e lo pregò di convincermi a fermarmi e a non fare così.

Il prete arrivò al molo. Mi disse “Stu, sai benissimo che non posso fermarti”. “Lo so padre” dissi.

Mi invitò a casa sua a prendere una tazza di tè ma rifiutai “Sto qui ad aspettare il traghetto padre.”

“Stu”, mi dice, “Non voglio fermarti. Ma vieni a prendere un tè. Dalla mia finestra puoi vedere il traghetto, così sei sicuro di non perderlo.”

Decisi di salire col prete, lui andò in camera sua e mi portò 100 sterline, delle calze e dei maglioni.

“Tieni Stu”, mi disse, “ne avrai bisogno. Puoi pagarli quando vuoi”.

Non ero mai stato in continente prima di allora.

E così presi il traghetto. Quando arrivai la, non era affatto male, anche perché c’era un sacco di gente della mia età. Ci rimasi due mesi e, quando chiamai a casa, i miei si misero a piangere. Cosa molto insolita perché qui la gente difficilmente mostra le proprie emozioni. Beh, al giorno d’oggi un po’ di più, ma comunque sempre meno della gente in continente. Se mostri troppo le tue emozioni qui la gente pensa” Cazzo, quant’è fragile.”

Rimasi lontano da Barra per 25 anni. Ma mi stufai del bordello. Devi sempre essere all’altezza e stare al passo coi tempi. Non mi piaceva, quindi son tornato ed ora son felice.

Quello che ho imparato è che preferisco la vita sull’isola. C’è pace e tranquillità. Niente pressioni, niente di niente. E’ tutto così pacifico. Non c’è mai fretta di fare nulla. Ti svegli al mattino e decidi cosa fare.

La cosa migliore del continente è stata allargare la mia visione a un mondo diverso ma, alla fine, finisce per indebolirti la mente. Qui non c’è nulla di tutto ciò. L’ho vissuto e ho imparato.

JOHN ‘STU’ SINCLAIR