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Foto di Erika Rossi





Fabio Del Coco: Suoniamo insieme da 6 anni, e siamo tutti della minoranza. Anche perchè non vogliamo parlare due lingue durante le prove, per comodità. Io suono il trombone.

Luca Carli: Io suono il tenor sax. Facciamo Original Working Class Ska. Suoniamo dappertutto. Dai concerti con 10,000 persone, ai centri sociali e abbiamo suonato con gli Skatalites a Bassano Del Grappa. Suoniamo sia in Slovenia che in Italia. Una volta abbiamo suonato a Idria, vicino a una delle più grandi miniere di mercurio in Europa, adesso è chiusa ma li intorno sono tutti pazzi per via del mercurio. Li è fantastico, c’è un club che si chiama Svenjak (vuol dire Porcile- ndr), che è come suonare a casa, c’è un matto che organizza che ti fa dormire li poi il giorno dopo ti da la colazione e il pranzo. Suoniamo piu spesso in Slovenia che in Italia, però ai nostri concerti vengono sia italiani che sloveni, tutto grazie ad Andrej, il nostro frontman, che è simpatico, è grande, fa la sua scena.

Fabio: Però in Slovenia abbiamo più riscontro, li la gente balla, si diverte. Noi cominciamo alle 9 ma dobbiamo finire alle 12, e dato che la gente arriva tardi finisce che ci vedono suonare 3 pezzi. Qui la gente è morta. Anche se si ubriacano non si sanno divertire.

Luca: A Trieste la scena musicale è una tristezza. La gente non è interessata. In Slovenia ci sono molti più ragazzi interessati alla musica, piu ragazzi che suonano e vanno ai concerti. Li comprano i dischi, qui no. La gente ascolta solo quello che gia conosce. Poi li è tutto professionale, i locali hanno belle apparecchiature apposta per i live, e ti pagano.

Fabio: Stiamo lavorando su un disco che vorremmo fare uscire a giugno. C’è molta musica nel sangue dei carsolini, sul Carso ci sono almeno 5 bande della minoranza, fra 20 paesi. Molti ragazzi iniziano a suonare così. Poi bisogna anche ringraziare la Glasbena Matica, la scuola di musica slovena a Trieste.

Luca: Noi abbiamo tutti iniziato nelle bande popolari, tutti i nostri fiati. Si fanno canzoni tradizionali ma anche partigiane. Fa parte dello stereotipo dello sciavo: comunista e mangiafiori. È un idea che hanno gli italiani, che poi non è vera, ci sono bianchi, rossi e neri anche qui. Tutto l’odio è nato dal fascismo, dalla situazione che ha creato per noi e dalle ripercussioni che ha avuto per Trieste, per il Carso, per tutti noi, Italiani e Sloveni.

Fabio: Tutti vogliono fare musica, però è un casino, il vicinato rompe i coglioni dato che adesso c’è più gente fuori dai locali che dentro… e i locali non pagano. A Trieste c’è un membro delle forze dell’ordine ogni 5 abitanti, è tempestato di caserme, pieno di militari, ma non ci sono molti posti dove suonare dal vivo in modo decoroso. La gente aveva paura del blocco est, adesso non è piu cosi, però comunque sta cazzo di cultura militarista è rimasta. È una città di confine.

TIM SMALL
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