Kandahar potrebbe essere la capitale mondiale della sodomia. Una battuta popolare chiede “Perchè gli uccelli volano in cerchio sopra Kandahar, senza mai allontanarsi? Perchè si stanno coprendo il culo con un’ala”
Il resto dell’Afganistan perpetua questa visione, raccontandoti storie, “Laggiù, le ragazze servono per la procreazione, i ragazzi per la ricreazione.” Questo tipo di commenti.
Prima dei talebani, i mujahideen di Kandahar, incluso il capo della polizia cittadina, non erano avversi a sposare ragazzini. Anzi, secondo un’articolo del New York Times del 1996, fu proprio un feudo omosessuale a creare i futuri amici di Bin Laden, i Talebani.
Si racconta che due mujahideen si scontrarono per la possessione di un ragazzino. Entrarono in città con i loro carri armati, facendo fuoco sul bazar, uccidendo dozzine di innocenti. Dalla fine della guerra con l’Unione Sovietica in poi, molti “guerrieri santi”, idoli sui campi di battaglia contro i Russi, avevano cambiato rotta ed iniziato a terrorizzare il popolo- dando al Mullah Omar e a una piccola combricola di studenti-vendicatori il sostegno popolare quando sconfissero i sodomiti. Omar impiccò i due mujahideen, e da quel giorno in poi i Talebani non si fermarono per anni.
Dopo aver messo sotto controllo la maggior parte del paese, i nuovi conservatori al potere rinchiusero qualche omosessuale esemplare, ma l’amore di Kandahar ha continuato a fiorire, espandendosi oltre la sua mecca originale.
Probabilmente potrei essere smentito da un Afgano, un antropologo, o da un antropologo Afgano, ma l’evidenza dei fatti è eclatante. Moltissimo Afganistan è omosessuale, represso o meno. Camminando per le strade della “progressista” Kabul, si possono notare donne coperte dal burka camminare sotto cartelloni pubblicitari che esibiscono uomini biondi iperpalestrati, in tanga: in teoria pubblicità per palestre. E uomini che si tengono per mano, flirtando fra di loro, complimentandosi a vicenda, regalandosi fiori l’un l’altro, vestiti come elfi dalle scarpe a punta. Si baciano tutti sulla guancia e alcuni sulla bocca, un saluto tradizionale che interpretano in modo più rumoroso e bagnato del necessario. Ai balli segregati per genere ballano tra di loro, strusciandosi l’uno sull’altro.
E poi c’è la storia di un mio amico americano, un uomo di mezza età, che per $50 ha sodomizzato una guardia di un albergo in una capanna. Successe durante una festa, il mio amico non era invitato, e ha chiesto in giro a molti impiegati dell’albergo prima di trovare il suo uomo.
Eppure l’omosessualità non è accettata. Il Corano è chiaro nel condannare l’atto, e la maggior parte degli afgani dichiarano pubblicamente di esserne disgustati. Ed è forse per queste ragioni che questo comportamento è talmente sorprendente, specialmente in una società così piena di tabù- o forse è proprio per questo che ce lo dovremmo aspettare, come i pastori con le loro pecore. E l’amore a Kandahar è ugualmente predatorio, come l’esempio dei mujahideen dimostra.
E mentre l’Afganistan si muove lentamente verso un governo basato sulle leggi secolari, una moltitudine di mujahideen si stanno riposizionando nella nuova società, proprio come le figure di cui Karzai ha più bisogno- come politici democratici. I loro crimini, seppur esistenti, sono meno sfacciati, meno evidenti.
Ma alcuni di questi vecchi guerrieri non riescono a controllarsi. Un rapporto dell’International Organisation for Migration del 2004 nota un forte incremento nel numero di casi di sodomia verso ragazzi minorenni. Sebbene la legge afgana proibisca l’omosessualità e la pedofilia, questi crimini non vengono puniti alla pari di crimini più pesanti, quali l’adulterio o il sesso eterosessuale pre-matrimoniale.
Per i pederasti incorreggibili, ci sono i cantanti dei matrimoni- ragazzini dall’aspetto fatato, spesso pre-pubescenti, che cantano canzoni popolari accompagnati da tabla e sintetizzatori. La loro richiesta per matrimoni è enorme. Ma questi cantanti sono discriminati in pubblico e tenuti spesso chiusi in casa dai familiari o dai loro agenti.
Sono entrato nella vita di uno di questi cantanti, per un paio di giorni, visitandolo a casa e accompagnandolo a un concerto.
Javed Akhtari è uno dei cantanti più ricercati a Kabul. Viene da una famiglia di cantanti. Suo padre, I suoi zii, cugini e fratelli sono tutti cantanti.
Accompagnato da un traduttore afgano, sono arrivato alla casa degli Akhtari, suscitando interesse nei vicini, ma non mi è stata offerta l’ospitalità tipica di Kabul. Il fratello di Javed è uscito a darci il benvenuto, ma i vicini sono rimasti in silenzio.
Anni fa, gli Akhtari avrebbero vissuto nella vecchia Kabul, zona di artisti, musicisti, e prostitute. Più o meno tutti gli abitanti della città vecchia si occupavano di qualcosa di peccaminoso.
Ma mujahideen belligeranti hanno trasformato la vecchia città in un teatro di guerriglia urbana. Poi sono arrivati i Talebani, e gli Akhtari, come molti musicisti, si sono esiliati in Pakistan. Sono tornati tre anni fa, all’inizio della carriera di Javed, e sono finiti in un quartiere popolare e conservatore.
Abdul Latif, il fratello maggiore di Javed, ci ha portati in un salotto pieno di cuscini, nel mezzo di un cortile circondato da mura di fango. Ci siamo seduti per terra, bevendo aranciata sotto due ritratti giganti del viso di Javed. Anche se due dei suoi fratelli fanno il suo stesso lavoro, Javed è il più giovane, e quindi quello che guadagna di più. Javed è entrato, con i capelli scuri arruffati e i lineamenti da modello, indossando una grossa giacca sportiva azzurra a mo di vestaglia. Non per fare il ricchione, ma il ragazzino è davvero uno schianto. Si è accomodato in mezzo alla stanza, affiancato da Abdul Latif e un uomo autodescrittosi come il “poeta del gruppo”. Hanno corretto le cose che diceva, spesso rispondendo per lui.
Vice: Quanti anni hai?
Javed: Dodici.
Fratello Maggiore: No, ne hai 14.
Hai altri hobby oltre il canto, tipo il calcio o gli aquiloni?
Javed: No.
Fratello Maggiore: Si. Giochi a calcio.
Javed non ha detto molto dopo di questo, evitando le mie domande e cercando lo sguardo del poeta o del fratello. Mi hanno detto che Javed è in prima media. Gode di un enorme successo. A quanto pare avrebbe abbastanza offerte da poter lavorare tutti i giorni, ma “non possiamo accetarle tutte, non vogliamo mettere troppo pressione sul ragazzo,” mi ha detto Abdul.
Poi è entrato il padre, vantandosi che il ragazzo era prenotato per ogni serata per via della corsa ai matrimoni nel periodo antecedente al Ramadan.
Chiestogli quanto guadagna a serata, il ragazzo ha rivolto uno sguardo curioso al fratello. Non lo sapeva.
Guadagna 500 euro a sera, e fino a tre volte tanto in mance, a seconda di Abdul, divisi ugualmente fra i sei membri del gruppo. I tre si sono poi preparati per la festa di quella sera. Uno dei fratelli, anch’esso cantante, Najib, che ha quasi 20 anni, si è avvicinato a noi. Si lamentava dell’essere stanco dalla sera prima.
“Avevo un matrimonio a Shomali ieri notte,” ha detto. “Dovevo smettere alle 12, ma la guardia del corpo del Comandante Amanullah Guzar mi ha chiesto di tenere viva la festa. L’ho fatto perchè è mio amico. Prima della festa, non volevo andare, ma mio padre ha detto che dovevo perchè è mio amico.”
Najib si è scusato, e il traduttore mi ha detto in confidenza che un’amicizia fra una guardia del corpo di un signore della guerra e un cantante da matrimoni è inconcepibile.
Arrivati alla festa, la musica è partita alle 10 AM. La sala era vuota, fatta eccezione per alcuni giovani, interessati a Javed e la sua band. Probabilmente la sala per sole donne al piano di sopra avrebbe presentato un simile spettacolo.
Ho parlato con un quindicenne, Navid, il più vecchio del gruppo. Mi ha raccontato di provare pena per Javed. “ Non è giusto che questi ragazzi siano costretti a cantare. Non possono andare a scuola o al bazar perchè verrebbero tormentati. Specialmente questo, con i suoi capelli lunghi.” I ragazzi come Javed vengono allevati a scopo sessuale, ci ha spiegato Navid.
Javed ha dimostrato poche emozioni sul palco. Quando la band suonava un pezzo strumentale, Javed abbassava il microfono, stringendolo al petto con gli occhi vacui. Dopo un’ora e mezza, alcuni invitati si sono venturati verso la pista da ballo. All’una la band ha fatto una pausa pranzo. Ci siamo seduti tutti insieme a un tavolo, ingozandoci di pollo, agnello, polpette, pilaf e frutta. Javed, schiacciato fra I suoi due protettori, non ha mangiato quasi niente, e non ha emesso alcun suono.
Usciti per fumare una sigaretta, un portiere si è avvicinato a Javed, ringraziandolo del favore che gli fece la settimana prima. Abdul lo ha ringraziato, e subito cambiato discorso.
Durante il secondo set, il portiere mi si è avvicinato per raccontarmi il perchè del suo ringraziamento: un mujahideen e le sue tre guardie armate sono apparsi alla porta durante l’ultimo spettacolo di Javed, ubriachi, chiedendo di poter entrare armati.
“Gli ho fatto firmare un foglio per promettere di non creare casino,” mi ha raccontato. Ma poi gli ubriachi si sono avvicinati al palco di Javed, chiedendogli di cantare pezzi particolari. Ma alla festa era presente anche un’altro mujahideen, che chiedeva altre canzoni. Nel frattempo i ballerini chiedevano a Javed le loro richieste. Javed non sapeva più che fare. In pochi minuti il mujahideen era addosso a Javed, promettendogli un sequestro e abusi sessuali.
Abdul Latif ha chiamato il portiere. Hanno chiamato la polizia, che entro pochi minuti è apparsa davanti al palco, armata anch’essa. La situazione è rientrata sotto controllo, ma il portiere si è spacciato come l’eroe della serata.
Wahid è un cameraman che guadagna da vivere filmando matrimoni. Ci ha raccontato di aver visto tanti eventi simili. Uomini ricchi e potenti cercano di sedurre i cantanti. Normalmente queste “seduzioni” sono accompagnate da offerte finanziarie, e sono generalmente accettate. “Questo è il loro lavoro. Sono usati da uomini adulti,” ci ha detto Wahid. Wahid mi ha poi raccontato che gli Akhtari hanno il loro “cliente”. Si chiama Wahab, ed è la guardia del corpo di un ministro. Anni fa teneva compagnia a Wakil, fratello maggiore di Javed, che adesso ha più di 20 anni. Poi Wahab prese Javed.
Wahid dice di aver notato le attenzioni di Wahab per i fratelli, affettuosità sfacciate. “Quest’uomo ricco, ama I bei ragazzi,” dice Wahid. “Ha troppi soldi e troppi ragazzi.”
PORTER BARRON