
ANARCHIA KEEP IT REAL
Vice,
Non volete l’anarchia. Al massimo volete una birra. Anche se mi piacerebbe molto vedere l’anarchia totale. Vorrei spaccare teste, tagliare gole e rubare e mettere a fuoco e distruggere, tutti insieme. Ma in una società civilizzata questo ci è proibito, e le società civilizzate sono fondamentalmente create dai “deboli” per proteggersi dai “forti”. Per quanto la odi, la civiltà occidentale è il meglio che gli esseri umani abbiano mai creato: amiamo tutti l’elettricità e le fognature e gli ospedali e i nostri due soldi in tasca. Io, per primo, sono capace di tollerarla. I padroni al potere non vogliono che lo cose cambino, dato che sono loro a guadagnarci di più. Ed è per questo che continuano a cercare di convincerci che sia tutto perfetto, a farci il lavaggio del cervello. Che Dio ci benedica? Col cazzo.
BRYAN BAILEY
Via email
Nota mentale: l’anarchia non funziona. Grazie del consiglio.
LA LETTERA DELL’ISPIRAZIONE
Caro Vice,
C’è una cosa della quale vi vorrei parlare. Ho l’impressione che vi trovereste d’accordo con me. In poche parole: odio i sessantottini. Anche i miei genitori li odiano. Avevo pure una email di mia mamma che elencava tutte le ragioni per odiarli, ve la volevo mandare. Quanto darei per averla adesso.
Purtroppo non posso parlare di questo con tutti, perchè appena parli male del ‘68 sono tutti li a darti del fascista, ma ho l’impressione di poterne parlare con voi. I punk avevano colto una cosa verissima quando dicevano “no future”. Sono quasi cinque anni che sono intrappolato nello stesso lavoro, lo stesso ufficio e sono fortunato ad averlo, un lavoro. Quando i nostri genitori uscivano da scuola c’era una fila di imprese pronti ad assumerli. Mia madre era abbastanza fortunata, e, con la sua laurea in Lettere, l’hanno assunta a scrivere memorandum di lavoro, così, su due piedi, il giorno dopo la laurea. Sta ancora lavorando nella stessa compagnia e la pagano abbastanza bene. Io ho una laurea in Storia e un Master in Scienze Politiche, ed è per questo che di lavoro immetto dati in un database da 5 anni, per la stessa paga di un cameriere. Ma, come dicevo, sono fortunato ad averlo. Perchè quando ci siamo laureati noi ci siamo trovati davanti il nulla. Potevi fare il barista, lavorare in fabbrica o in fattoria o lavare piatti. Io queste cose le ho fatte tutte. Per 5 anni dopo la laurea ho odiato la generazione dei miei genitori, che poi si lamenta perchè “i giovani d’oggi blah blah blah”. Questi figli di puttana vivevano in un’economia dove ti tiravano il lavoro addosso e il futuro era roseo. Mentre noi siamo fortunati a non essere disoccupati.
Per non dire niente dei media che hanno creato. A parte la televisione peggiore del mondo, creata dai ‘68ini, questi stronzi erano pure i peggiori giornalisti del mondo. La loro giornata è basata sul tenere le chiappe incollate a una sedia ad aspettare che chiami qualche ufficio stampa. Poi scrivono esattamente ciò che c’è scritto sul comunicato (sebbene usando paroloni da intellettuali) prendono delle foto dal suddetto ufficio stampa ed è fatta. Articolo finito. Pure i giornalisti di guerra se ne stanno al bar dell’albergo tutto il giorno, a chiedere ai bambini orfani cosa succede al di fuori delle loro 4 mura. Passavo dai Balcani proprio quando scoppiò la guerra e ho incontrato questi “giornalisti”. Bevevano tutto il giorno, parlavano male l’uno dell’altro e poi i ragazzini del posto passavano dai bar a farsi pagare per le notizie del giorno. A quel punto i “giornalisti” correvano nelle camere d’albergo a mandare via email o fax le informazioni appena ricevute. Era patetico.
Scrivervi queste cose mi ha fatto venire in mente il vecchio Leo Regan. Lui non pagava i ragazzini per parlargli degli skinheads. Anzi. Ci è andato a vivere per anni. Tutto ciò in nome del giornalismo. E quel suo collega che scrivendo un libro sui tossici è diventato tossico lui stesso. Beh, è questo che ci separa dai ‘68ini. Noi non abbiamo paura di sporcarci le mani. Perchè il nostro mondo non ha futuro e non abbiamo niente da perdere. In quel senso ringrazio i nostri genitori per aver rovinato tutto: almeno non siamo inutili come loro. Scusate lo sfogo, ma quando inizio a battere a macchina faccio fatica a smettere.
Kevin
Via email
Caro Kevin,
La tua lettera ci ha spinti a fare questo numero.
Grazie.
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