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Sono in un bar tabacchi, in un quartiere che non voglio nemmeno nominare, l’arredo è squallido, e al videopoker un tipo baffuto ha già infilato almeno un centinaio di euro in banconote da dieci: ora bestemmia perché non gli ‘entra il full’. Sto apettando Leo; 27 anni, oggi vuole fare l’attore; non ha studiato, ma ha talento, è sveglio, estroverso, e anche se si nasconde dietro la maschera del ‘cazzone’, sa stare al mondo, sa quello che fa e quello che dice. “Per forza, dieci anni di ‘piazza’ sono meglio di una scuola” risponde orgoglioso. La piazza, a Milano, è come il block per le gang di Los Angeles: il teatro di tutte le attività illecite. Ancora oggi, che le principali famiglie della ‘ndrangheta, della mafia e della camorra, si limitano a controllare dall’alto e hanno ceduto il dettaglio agli stranieri, la piazza resta la misura del potere criminale. Lo spessore di una banda, o di un singolo maranza (una testa calda, un cane sciolto) è pari a quello della piazza controllata: Corvetto, Odazio, la Barona, il Giambellino, Bruzzano. Dagli anni ’70, Milano è un crocevia del traffico internazionale di stupefacenti, e in piazza si trova di tutto: coca colombiana, fumo marocchino, oppio spagnolo, eroina turca, skunk olandese, ketamina da Londra. Milano, insomma, è ancora la capitale italiana del crimine, a tutti i livelli, dal riciclaggio (piazzaffari, la Borsa, dettaglio non da poco) ai furti di gioielli (monopolio degli zingari e dei napoletani), e se vuoi capire che aria tira, devi farti un giro nelle sue piazze. Così, quando decido di fingermi un ‘maranza’ in cerca di un ‘ferro’ (pistola), chiedo aiuto a Leo, che le piazze le conosce tutte. Smazzava, affiliato a una famiglia, vendeva fumo, coca e pastiglie; quando nel 2002 ha perso un caro amico, un lontano parente, seccato alle spalle durante una rapina a un negozio, ha mollato tutto, ha smesso; però non ha mai ‘infamato’ nessuno, e nel giro è ancora rispettato. La mia idea lo diverte, forse perché è come un film. Eccolo dunque a farmi da gancio in questo minitour nelle periferie Milanesi. Sono già passate le due quando arriva, finalmente. Scarpe Nike, jeans stretti, più profumato di una bella figa. Senza scusarsi per il ritardo, mi batte il cinque e mi squadra con attenzione. Sono vestito come aveva detto dalla testa ai piedi, cappellino e tuta compresi. È importante, il dettaglio della tuta: nelle prigioni italiane può sostituire la divisa carceraria, e così è diventata un simbolo da rispettare, fra malavitosi. Significa che sei uscito da poco, e la gabbia ci sta bene in un curriculum da malavita. “Minkia Frà, stiloso… da dove arrivi, Opera o San Vittore?” A suo modo è un complimento ma, lo stesso, mi viene da toccarmi i coglioni, per scaramanzia. Caffè corretto all’anice, e ci muoviamo per il primo ‘puntello’, in fondo a via Ripamonti. C’è anche Beppe, il driver, cognato e socio di Leo quando ‘muoveva’ la merce. In macchina i due mi raccontano della sera prima: erano impizzati, e hanno fatto a botte: cazzate, storie di donne e sgarbi. “è colpa della bamba, ti sale la carogna sessualechiosa Leoe finisce sempre in vacca. Ecco perché vado ancora in giro armato, e la fidanzata a casa”. “Com’è finita?” chiedo. “Niente” risponde Beppe “abbiamo tirato due testate, poi abbiamo fatto la pace e siamo andati tutti a casa mia, a tirar l’alba fumando basi, davanti alla Playstation”. Per il ferro è ancora presto. Così accompagniamo Beppe a preparare i ‘tagli’ da vendere nel pomeriggio e la sera. Nella sua cantina Beppe ha un doppio fondo, dal quale estrae un barattolo di lavazza oro, dal quale estrae la coca: è camuffata, pressata e colorata a forma di chicchi di caffè; profuma anche di caffè. Beppe ne pulisce una decina di chicchi con l’acetone, poi li frantuma e li mischia alla mannite, il taglio, per ricavarne una quarantina di dosi. Tempo impiegato: poco più di mezz’ora. Beppe me ne offre, ma rifiuto. Mi chiede se non mi piace, rispondo che mi manda in crisi di panico, e appena risposto, intuisco di aver perso parecchi punti. Penserà che sono un maranza depresso. Fortuna che Leo mi viene in aiuto, garantendo per me, anche se “non pippo più”. Per un po’, lo aiutiamo a vendere, nella sua piazza personale, un giardinetto frequentato da adolescenti scooterati: è una processione, arriva gente di tutte le età, a comprarsi il pezzo per la serata, e in mezz’ora le 40 ‘buste’ son finite: a 80 euro, fate voi i conti, che se li faccio io resto in piazza un paio di mesi. Ora però dobbiamo andare e Beppe, più rilassato, mi saluta e mi mostra la sua mini superaccessoriata, un’auto da 50mila secchi secchi. “Ti piace? Dammi quattromila euro e te ne trovo una uguale, coi documenti in regola”. Prometto che tornerò e mi allontano con Leo, che in macchina mi spiega: “Le rubano i rom, poi le passano ai ricettatori, che di solito sono carrozzieri napoletani, e le montano su telai di macchine incidentate, così le rivendono con tanto di libretto di circolazione. Tutto regolare, no? però ormai mettono il numero di serie anche sulle viti, e quindi ‘sta storia non puoi più farla, con le mercedes e le audi. Peccato”. Beviamo un aperitivo al Diana, un vecchio e blasonato albergo, dove Leo mi presenta Pino, un pugliese alcolizzato sui quarant’anni, che s’incazza perché tengo all’Inter, ma poi si commuove quando gli regalo un santino con padre pio che mi hanno dato proprio al suo paese, qualche anno fa. Colgo l’occasione per chiedere a Beppe di raccontarmi qualcosa del suo passato di mafioso. “Non sono mai stato completamente affiliato. Ci sono andato vicino, ma è finita in modo diverso.” Come? “Quattro anni fa. In quel periodo smazzavo alla grande, in piazza Caneva, coca e fumo. In discoteca, al Number, di Brescia, un tipo del Corvetto mi presenta Tony, suo cugino di Catania. È simpatico: un pazzo, cocainomane perso,. Fa il ‘soldato’ per una ‘famiglia’, specializzato in rapine ai gioielleri, ed è latitante da diciotto mesi. Pippa più di me, e ‘manda’ sempre lui; in breve, diventiamo amici, inseparabili. Un periodo 'selvaggio': night tutte le sere, orge e viagra, coca a fiumi, stile scarface, anche 15 pezzi al giorno, la fumavamo sempre in quattro, io, lui, Toya, la sua amante, una spogliarellista venezuelana, e Ciro, il tipo del Corvetto. Ci spostiamo, ogni notte un albergo diverso, perché il terreno scotta, e tutto fila liscio, una rapina a settimana fra Piemonte e Liguria, finché quella troia della venezuelana non sparisce con due etti di coca purissima, appena acquistati. Tony va fuori e mi ordina di procurargli un ferro, che il suo è già sputtanato. Glielo trovo in meno di un’ora. Non so come, ma Tony sa già che la ragazza è scappata in Versilia. La trova e l’ammazza, con due complici, poi si costituisce e confessa. Io non ci posso credere, mi nascondo e aspetto: se parla di me sono fottuto; per fortuna, nemmeno quindici giorni e lo fanno fuori, in carcere, a Genova… sai perché? la tipa era sorella di un boss, un pezzo grosso in Venezuela capito la troia? m’è andata bene… pace all’anima di Tony… Alle dieci, senza cena, siamo dalle parti della stazione centrale. Entriamo in un night che ancora è chiuso al pubblico e lì troviamo Karim, un serbo trentenne, che oltre a gestire un piccolo giro di prostituzione, piazza armi. Il puntello è per le 23, davanti a un ‘baracchino’ di bibite e panini, di quelli aperti tutta la notte, che da su un piccolo parco. Stavolta siamo puntuali tutti, compreso l’armaiolo, e il proprietario, il fratello di Pino, ci fa entrare tutti. In breve, dal fondo di un frigo, cominciano a saltar fuori i ferri: una beretta, una colt python e una 357, tutte col numero cancellato, rispettivamente a 170, 300 e 800 euro. Compro la meno cara, la beretta d’ordinanza della polizia. “Una buona arma”, mi tranquillizzano tutti, compreso Leo che se la studia, prova i meccanismi. Sarà. Ma io comincio a essere stufo, il pensiero che quel cannone abbia già ammazzato qualcuno mi disturba. Che mafioso di cioccolato: più che un goodfella, mi sento una provola, imbarazzato, con la paura di farmi sgamare. Che poi, se anche fosse, non sono uno sbirro. Più me ne vorrei andare e più la compagnia insiste: lì dentro, in due metri quadrati, si comincia a brindare, a mangiare melanzane sottolio, e a pippare come forsennati. Io posso astenermi solo dalla bamba, perché teo ha detto che soffro di cuore, ma il resto mi tocca, ora una vodka, ora una grappa, un monito, vagli a dire che non bevo da dieci anni. Così, alle due di notte, usciamo completamente storti, io non ero così sbronzo da una vita, e ho una pistola che non so dove cazzo infilarmi. In certi momenti la mia curiosità mi fa incazzare. Anche perchè mi sono appena reso conto che queste armi sono sicuramente rubate. Leo intanto mi racconta delle orge che Karim organizza tutti i giovedì dopo che ha chiuso il locale, e poi mi racconta di come è morto il suo migliore amico, un cocainomane, ucciso come un cane perché aveva sgarrato, penso in realtà a come sbarazzarmi del ferro, e chiedo a Leo se sappia farmi una lista del chi fa chi nella mala milanese. Per Leo è un invito a nozze e comincia a sciorinarmi il suo listone: per le false buste paga ci sono i commercialisti di tizio, l’anfe chiedila ai filippini, l’oppio ai punk, i documenti in porta Genova, refurtiva in sinigallia... Tutto sto crimine, detto fra noi, mi sta venendo a noia, fortuna che l’alcol fa dormire. Me n’ero dimenticato, in questi ultimi dieci anni. FRANCESCO SCARPELLI |
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Comments:
Subject: cazzate Date: Apr 18 2007 03:42:38 AM Author: milo tutte cazzate, siete patetici come i rapper che fanno i gangsta Subject: stamu pattennu Date: Jan 05 2007 06:41:39 AM Author: accura attemppu minzura sugnu ni tai gia ce turi abbania ca lucida u feru ma usamu cosi niki e leggeri, i trentotto accura ommai parrasti ora a to storia cia cunti a san petru mentre a famigghia continua a squagghiari petri saluta i to parenti essi furono Subject: acura Date: Jan 04 2007 02:19:34 PM Author: Pippo suca brodo devi stare attenzione per quelle cose che tu hai scrivuto andura. ci sono pessone che queste cose non mi piaciono e si sono un poco siddiati per quello che tu hai scrivuto. se appoi ti arriva a casa una testa di cavaddu in una pacco della posta sono fatti tua va cette cose anche se si sanno non si hanno scrivere pecche puoi fatti motto male, cumpari chiddi megghiu di tia su ficcati nei pilastri di case e pilazzi va. io questo internet me lo ha dato affio della cipolla che e siddiatu con te perche non ci po dare piu le scupette a canne mozze a quelli che tu hai scrivutu nel tuo internet. ti dugnu uno consiglio scancella tutto e spicciti fimmato uno amico tuo Subject: apparte gli skerzi.. Date: Jan 03 2007 05:42:37 AM Author: don affio.. se se...sei un pazzo davvero.. massimo rispetto per un personaggio come te..!! Subject: apparte gli skerzi.. Date: Jan 03 2007 05:42:33 AM Author: don affio.. se se...sei un pazzo davvero.. massimo rispetto per un personaggio come te..!! Subject: la mafia non perdona!! Date: Jan 03 2007 05:38:12 AM Author: don'affiu m'bare...hai disonorato la famiglia... sei riuscito a trovare la fiducia in persone che fiducia ne tengono poca! e tu..ke fai sputtani in giro i nostri affari??? si iu fussi in tia..dummissi ku n'okkiu appettu e unu kiusu..!!! Subject: la mafia non perdona!! Date: Jan 03 2007 05:37:04 AM Author: don'affiu m'bare...hai disonorato la famiglia... sei riuscito a trovare la fiducia in persone che fiducia ne tengono poca! e tu..ke fai sputtani in giro i nostri affari??? si iu fussi in tia..dummissi ku n'okkiu appettu e unu kiusu..!!! Subject: un pazzo!!! Date: Jan 03 2007 05:35:22 AM Author: sarocps sei un capo!!! hai rischiato un botto per un articolo........... massimo rispetto e ottimo articolo Subject: --------- Date: Jun 24 2006 03:37:06 PM Author: keiz the journalist is a pussy... prossima volta te lo faccio fare io un giro per milano... :) Subject: scusate... Date: May 02 2006 06:40:03 AM Author: spada vorrei conoscere questa gente la malavita mi ha sempre affascinato...come fate voi ad avere tutte ste conoscenze e io neanche mezza? Subject: FAME CHIMICA Date: Jan 12 2006 06:53:54 AM Author: spudder Ma leo è il tipo che ha lavorato nel film fame chimica? Subject: 4000 euro for a mini Date: Dec 22 2005 04:07:55 PM Author: Marlboro man You got this guys number? Subject: What happned when he was sleepinh Date: Dec 16 2005 10:28:09 AM Author: Hamster I bet he was bitch fucked while he was sleeping! Subject: nasty boyz Date: Dec 16 2005 09:27:55 AM Author: uncle tim what an unsavoury bunch! i wouldn't like to meet them up a dark alley. Subject: -ihih.. Date: Dec 12 2005 05:17:51 AM Author: Jonirs a fuckin wimp. totally, come to my place and ill show u real gangstersshiiht.. Subject: ----------- Date: Dec 01 2005 08:25:34 AM Author: AM This journalist is a pussy! |
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